5 Agosto, 2007...7:12 pm

La legge e l’indignazione sono uguali per tutti?

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Il 12 marzo del 1993 diverse bombe esplosero nella citta’ di Mumbai facendo 257 morti. Per questi attentati, dodici persone sono state condannate a morte, altri 88 a pene diverse. Tra questi, anche l’attore di Bollywood Sanjay Dutt (vedi post Polvere (pirica) di stelle in questa stessa sezione del mio blog), condannato a 6 anni. Da quattro giorni, da quando l’attore è in carcere, la gente non fa altro che sperare che esca presto, sono quasi indignati con la magistratura che lo ha arrestato. Eppure l’uomo aveva in casa sua delle armi usate dai terroristi. L’assurdo è che la gente è indignata pe ril fatto in se che Dutt è in galera, non per quello che ha fatto. Non è indignata nel ricordo delle 257 vittime e degli oltre 700 feriti, di quelli non interessa a nessuno. Ma dell’attore si. E pensare che Sanjay Dutt e’ un attore molto conosciuto e amato in India, soprattutto per essere stato l’interprete principale nel blockbuster Lage Raho Munnabhi, nel quale lui, un boss di Mumbai, si redimeva dopo aver visto in sogno il fantasma del Mahatma Gandhi. Il film ha avuto tanto successo, che il governo aveva deciso di non far pagare il biglietto alle scolaresche che volevano vederlo.

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