24 Settembre, 2007...10:44 am

Polemiche cinesi in Germania allavigilia della visita del Dalai

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L’arrivo in Germania del Dalai Lama, che domani (il 23 settembre, ndr) sarà ricevuto dalla cancelliera Angela Merkel (Cdu), ha provocato una crisi tra Berlino e Pechino: la Cina ha mostrato il suo malumore disdicendo, letteralmente all’ultimo minuto, ‘per motivi tecnici’ un incontro tra il ministro della Giustizia, Brigitte Zypries (Spd), e una delegazione governativa cinese. Il quotidiano tedesco Sueddeutsche Zeitung di oggi aveva scritto che Merkel avrebbe volutamente ignorato le perplessità di alcuni suoi consiglieri. Oggi pomeriggio il ministero della Giustizia di Berlino ha confermato la disdetta del viaggio della delegazione cinese attesa domenica mattina a Monaco di Baviera per una riunione di lavoro su aspetti della protezione della proprietà intellettuale. In precedenza la cancelleria tedesca aveva fatto sapere che Merkel riceve normalmente i leader religiosi e li incontra durante i suoi viaggi all’estero, precisando inoltre che con la visita di domani non si intende sostenere nessuna tendenza separatista del Tibet (il motivo maggiore della preoccupazione dei cinesi). Il ministero degli esteri cinese, secondo la Sueddeutsche Zeitung, ha reagito con asprezza. L’ambasciatore tedesco a Pechino, Michael Schaefer, è stato convocato a colloquio, mentre a Berlino l’ambasciatore cinese Canrong Ma è andato varie volte in cancelleria per fare presenti le possibili conseguenze di questo gesto. Sueddeutsche Zeitung scrive che la Cina è particolarmente irritata in quanto dopo la visita di Merkel a Pechino di alcune settimane fa si era convinta di avere messo in piedi un rapporto particolare di fiducia. Ora però la crescente critica alla politica cinese verso i diritti umani, i problemi legati alla pirateria e all’ambientalismo, hanno fatto cambiare il clima. Secondo la Sueddeutsche Zeitung in Germania si riteneva probabile che Pechino facesse un gesto simbolico come reazione a questo incontro in cancelleria. Per esempio avrebbero potuto cancellare colloqui politici già concordati, come è prontamente avvenuto. Nel suo attuale viaggio in Europa il Dalai Lama è stato ricevuto da diversi capi di governo: giovedì scorso è stato dal cancelliere austriaco Alfred Gusenbauer. La Cina ha sempre reagito in maniera irritata agli incontri del Dalai Lama, in passato ricevuto sia dal presidente statunitense, George W. Bush, come dall’ex presidente francese Jacques Chirac, in quanto in essi vede un sostegno al movimento separatista in Tibet. La Merkel è la prima a ricevere il Dalai Lama nella sede del governo. Il Dalai Lama, in un’intervista pubblicata oggi (22 settembre, ndr) dalla Sueddeutsche Zeitung, ha confermato che ovunque egli vada, ci sono sempre proteste da parte cinese. Nell’intervista il Dalai Lama rimprovera ai dirigenti cinesi troppa arroganza di potere. E si dice convinto che la pressione internazionale alla lunga avrà un effetto positivo su Pechino. Nella loro lotta per un Tibet autonomo i tibetani continuano però a insistere sul principio della rinuncia alla violenza, ha detto il Dalai Lama, assicurando che egli non punta all’indipendenza, bensì solo all’autonomia del Tibet. (ANSA).

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