2 Gennaio, 2008...9:09 pm

Pakistan: elezioni il 18 febbraio e Scotland Yard per l’inchiesta

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Collaborazione di un gruppo di Scotland Yard per lo svolgimento delle indagini sull’assassinio di Benazir Bhutto; rinvio delle elezioni al 18 febbraio; rafforzamento dell’esercito per assicurare la sicurezza nel Paese e per garantire un voto trasparente e democratico. Questi i punti centrali del discorso fatto oggi dal presidente del Pakistan, Pervez Musharraf, alla nazione. L’annuncio del rinvio delle elezioni legislative dall’8 gennaio al 18 febbraio è stata fatta oggi dalla Commissione elettorale. I due principali partiti di opposizione, la Lega musulmana del Pakistan – N, dell’ex premier Nawaz Sharif, e il Partito del popolo pachistano (Ppp), di Bhutto, hanno annunciato uno dopo l’altro che parteciperanno alla consultazione. Il presidente, rivolgendosi alla nazione dagli schermi della tv di Stato, ha detto che “una squadra inglese di Scotland Yard é invitata per assistere i nostri investigatori nelle indagini per l’assassinio di Benazir Bhutto”, che il presidente ha definito un atto di “martirio”. “Da chi Benazir Bhutto è stata martirizzata? Chi lo ha fatto? Voglio andare in fondo alla questione e permettere a tutta la nazione di scoprirne i dettagli e di sapere”, ha detto il presidente. Musharraf ha anche ringraziato il primo ministro inglese Gordon Brown che ha accolto la sua richiesta di aiuto nelle indagini, riconoscendo in particolare le carenze delle sue forze di sicurezza in materia di medicina legale. Londra ha detto che la squadra di investigatori arriverà entro la settimana. Aiuti nelle indagini sono stati offerti anche dal ministro degli esteri francese Bernard Kouchner, in visita a Islamabad; e dagli Usa, che hanno anche salutato la decisione di fissare la data delle elezioni. Per l’attentato del 27 dicembre costato la vita alla ex premier e leader dell’opposizione, Musharraf ha puntato il dito contro due taleban che operano nelle province tribali del nord ovest: Baitullah Mehsud, della regione del Waziristan (dove solo ieri, secondo quanto annunciato oggi dalle forze di sicurezza pachistane, sono stati uccisi 25 sospetti militanti filo Al Qaida); e il Maulana Fazlullah, della valle di Swat. I due, sospettati di legami con Al Qaida, sono da tempo in lotta con il governo pachistano. Il primo è stato accusato della morte della Bhutto sin dal’inizio; il secondo è ritenuto responsabile degli scontri antigovernativi nel distretto di Swat. Entrambi sono ritenuti responsabili di diversi attentati terroristici in Pakistan. “Posso dire – ha aggiunto il capo dello Stato – che sono gli stessi che hanno martirizzato Benazir Bhutto”. Musharraf ha poi difeso la decisione della Commissione elettorale pachistana di rinviare le elezioni al prossimo 18 febbraio. Il presidente ha spiegato che la necessità di posticipare le legislative è nata dal fatto che molti uffici elettorali, specie nella regione del Sindh, sono stati distrutti durante gli scontri succeduti alla morte della Bhutto. Musharraf ha detto che è stata istituita una commissione per quantificare i danni e per identificare i responsabili delle violenze delle distruzioni. Le forze di sicurezza, esercito e ranger, saranno dispiegati in tutto il paese fino a dopo il voto del 18 febbraio per assicurare “che non ci siano violenze durante le elezioni, che – ha detto Musharraf – voglio che siano libere, chiare, trasparenti e pacifiche”. Il presidente ha spiegato che non aveva intenzione di dispiegare le forze di sicurezza, ma che è stato obbligato a farlo dopo che la situazione nel paese è degenerata. Per mantenere la pace, Musharraf si è appellato anche ai partiti politici e ai media, dicendo che “questo è il tempo della riconciliazione politica e non dei conflitti”. “La missione di Benazir Bhutto era di promuovere la democrazia ed eliminare il terrorismo. Io ho la stessa missione”, ha detto, aggiungendo che se non si combatte contro il terrorismo il futuro del Pakistan potrebbe “diventare tetro”. Alla fine il presidente ha auspicato una svolta democratica nel paese. “Dopo le elezioni, dio volendo, un governo costituzionale e democratico sarà formato e porterà il Pakistan attraverso sviluppo e prosperità nei prossimi cinque anni”.

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