Ieri sono stato a Mumbai, l’ex Bombay, per la conferenza stampa di Roberto Colaninno presidente del Gruppo Piaggio, che ha una presenza storica in India, interrotta da una causa con i vecchi soci. Qui di seguito l’articolo sull’evento di ieri.
Un progetto di sviluppo globale in Asia-Pacifico attraverso la costruzione di una nuova fabbrica, l’ampliamento di un’altra, lo sviluppo di nuovi progetti e modelli, un accordo di collaborazione industriale con Daihatsu nel settore dei veicoli commerciali a quattro ruote e un accordo di fornitura con Greaves nel settore dei veicoli commerciali a tre ruote: e’ quanto il Gruppo Piaggio ha presentato stamattina a Mumbai, l’ex Bombay. ”L’idea – spiega Roberto Colaninno, presidente del gruppo – e’ di affermare sempre piu’ la nostra presenza su un territorio molto vasto ed importante, sfruttando le enormi potenzialita’ dell’area”. E cosi’, nel solco di questa volonta’, Colaninno ha spiegato che il suo gruppo ha scelto l’India come paese centrale di tutto il progetto di sviluppo nell’area, con un investimento di 60-65 milioni di euro che serviranno ad ampliare il complesso industriale esistente a Baramati per installarvi nuove linee produttive. L’amministratore delegato del gruppo di Pontedera ha annunciato che a regime, nel 2010 la fabbrica indiana, posta nello stato centrale del Maharastra, non distante da Pune, dovrebbe sfornare 200.000 motori, 150.000 dei quali per le due ruote, 50.000 per il diesel. Proprio gli scooter rappresentano una delle novita’ della presenza di Piaggio nel paese di Gandhi. Fino ad oggi, la Piaggio Veichles Private Limited, societa’ controllata al 100% dal gruppo di Pontedera, ha prodotto e commercializzato veicoli a tre e quattro ruote per il trasporto merci e passeggeri. Ora, invece, nel nuovo impianto si contruiranno motori diesel 1.000 e 1.200 cc che in futuro serviranno anche per il mercato europeo, oltre alla costruzione della Vespa e poi di altri scooter, con i quali la Piaggio vuole fortemente rientrare nel mercato delle due ruote indiano. ”Il futuro per noi – spiega Colaninno – prevede anche lo sviluppo di motori a tecnologia ibrida, con bassa emissione di CO2. Un esperimento che stiamo portando a termine in Europa sull’Mp3 e che sara’ sviluppato in pochissimi anni anche in India per il mercato asiatico”, dove si tratta, spiegano dalla Piaggio, di rendere la tecnologia compatibile con i minori costi indiani. Proprio sul basso inquinamento punta la Piaggio per sbaragliare quella che, secondo alcuni, e’ la concorrenza portata dalla Nano, la piccola utilitaria della Tata presentata la settimana scorsa. ”C’e’ spazio per tutti – ha detto Colaninno – il mercato delle due ruote avrà un grosso sviluppo qui nei prossimi 15-20 anni. In India c’e’ un mercato rurale molto importante dove il ciclomotore e i nostri prodotti per il trasporto di beni sono fondamentali”. In India e nell’Asia Pacifico il gruppo di Pontedera, la cui nuova presenza si sviluppa oltre che in India e in Vietnam anche in Cina (con una fabbrica) e in Giappone con la rete di vendita, ha registrato, nel 2007, un fatturato netto di 290 milioni di euro circa, in crescita del 18,4% rispetto all’anno precedente. Nel paese di Gandhi, dove la Piaggio e’ presente anche a New Delhi con propri tecnici che si occupano del global sourcing, di trovare cioe’ componenti e accessori pe la produzione (che rappresentano il 25% del totale degli acquisti della Piaggio), il fatturato della PVPL e’ cresciuto del 15,3% attestandosi a 238 milioni di euro, con oltre 154.000 veicoli venduti l’anno scorso. La nuova organizzazione asiatica, oltre che sulla fabbrica indiana, si basera’ anche su un nuovo impianto in costruzione in Vietnam dove verra’ prodotta, sempre nel 2010, la Vespa. Ma gli scooter di produzione asiatica non serviranno anche per il mercato europeo.

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2 Commenti
24 Gennaio, 2008 alle 1:03 pm
Non so se per via della febbre che come sai mi attanaglia da sabato scoso, ma ho avuto l’impressione di averti visto seduto in prima fila. Per quanto riguarda il prodotto presentato, devo dire che è proprio bello, anche se ho le mie perplessità sulla reale penetrazione nel mercato indiano. A me sembra un’operazione nemmeno tanto velata di delocalizzazione.
25 Gennaio, 2008 alle 3:30 pm
[...] mia convinzione è stata avvalorata dal mio ultimo viaggio a Mumbai per la conferenza della Piaggio. Durante il tragitto in taxi dall’albergo all’aeroporto, 15 chilometri fatti in due [...]