Il post seguente è stato pubblicato dall’Ansa in collaborazione con AFP e Reuters.
I partiti indiani dell’estrema sinistra, tra i quali i comunisti, si sono ritirati dal governo di coalizione al quale per quattro anni avevano garantito sostegno, in segno di protesta per gli accordi stipulati con gli Stati Uniti in tema di nucleare civile. “E’ giunto il momento” ha detto Prakash Karat, capo del Partito comunista (marxista), il maggior del continente. Karat ha aggiunto: “Abbiano chiesto di essere ricevuti domani dal presidente per ritirare formalmente il nostro sostegno” al governo che, secondo gli osservatori, non dovrebbe cadere grazie ad un accordo sottoscritto la settimana scorsa dal Partito del Congresso (che guida la coalizione) e il Samajwadi Party. Il primo ministro Manmohan Singh è oggi in Giappone in concomitanza con il G8, e dovrebbe incontrare il presidente americano George W. Bush per confermargli che l’intesa sottoscritta un anno fa va avanti. La vita politica indiana è stata gravemente appesantita dalle polemiche successive a questo accordo sul nucleare civile messo raggiunto tra il 2005 e il 2007 tra India e Usa, considerato una pietra militare del riavvicinamento tra i due paesi. Singh e la leader del Partito del Congresso Sonia Gandhi, vogliono mettere in pratica il testo dell’accordo concludendo i negoziati con l’Aiea (l’Agenzia internazionale dell’energia atomica) e con i 45 paesi del Gruppo dei fornitori nucleari (Nsg). Solo dopo i due via libera sarà consentito all’India, che ha bisogni energetici colossali – ma che rifiuta di firmare il Trattato di non proliferazione – di acquistare reattori e combustibile. L’accordo, secondo i suoi sostenitori, può far arrivare potenzialmente milioni di dollari alle compagnie americane ed europee, oltre a dare a New Delhi una copertura energetica alternativa ai combustibili fossili, che sostenga la sua economia in vertiginosa crescita.

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2 Commenti
8 Luglio, 2008 alle 10:04 pm
“considerato una pietra militare del riavvicinamento tra i due paesi” lo definirei un profetico refuso
Saluti
9 Luglio, 2008 alle 2:36 pm
Caro Simone,
la frase non è mia, come del resto tutto il post. Ho commesso un errore: non ho specificato nell’intestazione che questo post è preso dall’Ansa che ne ha fatto una sintesi da Reuters e AFP. La frase in oggetto è, precisamente di AFP, dove si legge “La vie politique en Inde est empoisonnée depuis un an par cet accord nucléaire négocié de 2005 à 2007 entre l’Inde et les Etats-Unis, la pierre angulaire de leur rapprochement diplomatique.”
ciao e grazie,
Nello