10 Novembre, 2008...1:18 pm

Successo per la Traviata in India. E grazie, ci canto io!

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Ha riscosso molto successo la messa in scena de La Traviata, l’opera di Giuseppe Verdi, riscritta e adattata in forma ridotta, presentata a New Delhi, con il titolo : “Violetta, A Traviata”. Il teatro dell’Ashok hotel prima e quello dello Shriram Centre della capitale indiana hanno registrato il tutto esaurito con lunghe code all’ingresso nelle tre serate di Delhi, che saranno poi seguite da una recita a Bombay e altre due a Calcutta. L’evento, organizzato dalla fondazione musicale indiana Neemrana Foundation, dall’Indian Council of Cultural Relations in collaborazione con l’Istituto Italiano di Cultura dell’Ambasciata d’Italia in India, e’ stato realizzato e prodotto da Operainpiccolo, un gruppo musicale palermitano che ha adattato l’opera verdiana per il pubblico internazionale, soprattutto, quello indiano, non molto preparato all’opera. L’idea del produttore Giulio Pirrotta, del regista Giuseppe Cutino (molto apprezzata la sua sapiente regia) e del direttore d’orchestra Onofrio Claudio Gallina (che ha sapientemente diretto l’Orchestra Filarmonica di Palermo con una inclusione di sei archi indiani – fortemente voluti dagli indiani anche se se li potevano risparmiare,  visto che usano l’archetto come usassero una zappa – , oltre a preparare i quattro solisti e il coro internazionale) e’ geniale nella sua semplicità: l’opera ridotta parte dalla fine, dalla malattia di Violetta che rivive, attraverso le arie famose della Traviata, dei flashback della sua vita nella quale compaiono, di volta in volta come fantasmi, Alfredo, suo padre Giorgio Germont, la cameriera Annina, il coro. La bella scena di Roberto Lo Sciuto, essenziale ma efficace, rende benissimo il pathos della storia. Gallina ha anche composto alcuni brani che hanno legato le diverse parti dell’opera, rendendo in un unicum temporale diversi momenti della vita di Violetta, resi anche spazialmente diversi (con momenti cantati in mezzo al pubblico) dal regista Cutino. Da sottolineare la spettacolare esecuzione del baritono abruzzese Emilio Marcucci nel ruolo di Giorgio Germont (da brividi) e della soprano franco-indiana Aude Priya (studi in Italia) in quello di Violetta brava, brava, ma pur sempre la figlia dell’organizzatore indiano. E’ figlie so piezz ‘e core pure in India o in Francia. Il tenore francese Franck (il cane, per motivi musicali) Asparte e’ Alfredo, mentre il mezzosoprano indiano Shireen (mitraglietta per la velocità con la quale spara le frasi cantate) Sinclair e’ Annina. I costumi sono di Daniela Cernigliaro mentre le luci di Marcello D’Agostino e Daniele Settepiani. Il successo dell’opera a Delhi e’ stato sottolineato nel saluto finale, oltre che dagli oltre 10 minuti di applausi, anche dall’ambasciatore italiano in India Roberto Toscano, presente alla prima, insieme a molti altri ambasciatori di diversi paesi. Ma il maggiore successo alla realizzazione dell’opera, che ha riscosso critiche entusiasmanti sulla stampa indiana, lo ha decretato il fatto che l’Operainpiccolo e’ riuscita ad organizzare, nonostante tutte le difficoltà logistiche e anche culturali, un’opera lirica in un paese che ha una tradizione musicale molto diversa da quella occidentale. La proiezione di sottotitoli con la traduzione dei dialoghi ha aiutato moltissimo gli indiani a comprendere anche il libretto di Francesco Maria Piave. Inutile dire, che ci canto anch’io. Unico italiano nel coro di 12 elementi. Troppo pochi, ma questo offre il convento, anzi, l’ashram. Spero di poter postare foto e video, se mia moglie al mio sesto concerto in India mi fa la grazia di fare una ripresa.

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