Ci vuole molta pazienza

Una cosa che si affina in India, è sicuramente il problem solving. Ma, alla base, ci vuole una buona dose di pazienza. L’India ti forgia in questo. Devi avere pazienza per tutto, i tempi sono dilatati, il concetto stesso di tempo è qualcosa di indefinito.

Quando sono tornato in India, ho trovato il disastro. Il modem è partito, forse a causa di sbalzi di tensione. Il computer fisso lo ha seguito. Nel palazzo non c’era elettricità, come anche nel servant quarter della nostra collaboratrice domestica.

E’ arrivato il solito elettricista, Shankar, il cui unico strumento di lavoro è un vecchio cercafase. Ma risolve. E’ stato diverse ore, ma ha risolto il problema eletrico o, almeno, lo ha tamponato, fino a quando non torna dalgi Stati Uniti il padrone di casa. Già, buono lui: credo che se gli scienziati si mettessero a fare ricerche serie, troverebbero gli stessi cromosomi di cazzimma in tutti i padroni di casa del mondo, a prescidere dalla razza e dal genere.

Come tutti gli altri, il mio padrone di casa chiagne e fotte: sempre pronto a chiedere il pigione (affitto mensile per i napoletani), ma sempre in ritardo per fare i lavori.

Come se non bastasse, le piogge dell’altra sera hanno fatto scoppiare e incendiare la cassetta alettrica. Sono arrivati i due tecnici della compagnia elettrica. Mentre uno guardava, l’altro con un cacciavite faceva un ponte, facendo finire di scoppiare la cassetta. Hanno promesso di risolvere la questione in poche ore, ma siamo senza elettricità pesante (quindi senza aria condizionata) da due giorni. Se chiami, impresa difficile perchè non parlano inglese, ti danno un numero di complain e ti assicurano che arrivano subito. E mi cominiano a girare vorticosamente come le pale del ventilatore che ci porta un po’ di refrigerio.

Mi sono scocciato anche d’incazzarmi di ulrare, di minacciare bombe e altro per avere le cose. Basta.

Ovviamente, come avevo predetto, la mia amata Ambassador, rigorosamente, bianca, vecchia e con l’impianto a gas (CNG), non parte da due giorni. Dopo un avvio sprint al nostro ritorno, complice il monsone, non ne vuole sapre. Probabilmente è entrata acqua nel motore. E così sto aspettandoo il mitico meccanico Shivnat, che non parla inglese, il quale si definisce il re delle Ambassador, ma CNG car half mechanic.

Dovrebbe anche farsi vedere l’elettricista a montare il nuovo motorino del ventilatore, così da poter avere anche altre velocità oltre ad “alito di libellula” e “tornado”. Con lui attendo anche l’omino del pc, mentre il modem l’hanno già sostituito. E qui devo ringraziare i miei buoni uffici con il management della compagnia telefonica Airtel.

Lascia un commento

Archiviato in Diario indonapoletano

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...