Sprazzi di luce nel buio di Rai International

Finalmente. Dopo giorni di apatia, di cazzate televisive, finalmente Rai International ha ricominciato a trasmettere qualcosa di interessante. Purtroppo solo un’ora delle 24 di trasmissione, ma è un inizio. Oggi infatti hanno trasmesso la prima puntata dell’ottava serie de La Squadra, serial interessante, non foss’altro perchè è girato a Napoli.

Meno male, non ce la facevamo più. Ieri ci hanno fatto vedere un film, una cagata bestiale, Sottovento, che definire film offende l’arte. Il giorno prima un altro angoscioso, La vita che vorrei. Mai una risata su Rai International, se non quelle che arrivano dalle trasmissioni in bianco e nero, da Il Canzoniere, Canzonissima, da trasmissioni che andavano in onda prima che nascessi.

Ora, mentre scrivo, trasmettono una trasmissione di letteratura, registrata durante il festival di Massenzio del 2004. Bene, direte voi, cultura italiana. Macchè, c’è l’intervista e la lettura di un’opera di un artista latinoamericano. Uno di quelli che scrive solo di mignotte, cazzi, fighe, liquidi e roba del genere, uno che usa la parola merda ogni riga, alternandola a figlio di puttana, bastardo, stronzo, etc.

Ho scritto a Badaloni, direttore di Rai International, lamentandomi dello schifosissimo palinsesto di Rai International, unico canale italiano che vediamo, visto che qui non c’è copertura satellitare e le connessioni internet sono talmente lente che non riesco a vedere la Tv via internet. Badaloni mi ha risposto che non ha i soldi che, ad esempio, Fiorello ha chiesto 150 mila euro a puntata per trasmettere Viva Radio 2.

Sicuramente è vero che ha un budget limitato, ma se risparmiassero sulle cazzate, tipo La prova del cuoco, le miriadi di trasmissioni religiose (troppe), o delle produzioni inutili e dispendiose, forse si potrebbero permettere di trasmnettere cose migliori. Non dico tanto, ma almeno una volta al giorno. Qui siamo a livelli di una volta a settimana, solo da oggi, da quando è cominciata la Squadra.

A onor del vero, devo dire che da quando c’è Badaloni si vede un grande miglioramento, più informazione, meno generalista, più approfondimento, ma purtroppo gli orari sono sempre assurdi. Spero che riesca a portare avanti una crociata che vede interessate persone in tutto il mondo, tanto che hanno fondato un sito e un’associazione per salvare Rai International.

Ovviamente i miei interessi non sono i loro, perchè questi vorrebbero conservare le trasmissioni-cazzate o le vecchie.  Per anni, fino forse all’anno scorso, Rai International ha sempre dato ai nostri connazionali all’estero l’immagine oleografica dell’Italia pizza e mandolino, dimentichi che all’estero vivono molti professionisti e che, inoltre, gli italiani che si ricordano di quell’Italia, non esistono più. Oggi infatti siamo all terza-quarta generazioni delle famiglie degli emigrati italiani all’estero. Ma per Saxa Rubra si vede che erano sempre quelli.

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