Ansa ancora in sciopero

Siamo di nuovo in sciopero. La situazione con l’editore si sta facendo sempre pù critica, non sembrano esserci spiragli per il dialogo. E così siamo scesi di nuovo in sciopero fino a domani 2 ottobre. di seguito il comunicato del cdr.

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Il Comitato di redazione dell’Ansa ha diffuso il seguente comunicato: “Il Cdr dell’Ansa e la consulta dei delegati ritengono che le due lettere di spiegazioni al Piano di riorganizzazione e sviluppo consegnate ieri all’organismo sindacale dalla direzione aziendale e dal direttore giornalistico, al di là del gesto cortese pur apprezzabile, non rappresentano alcun passo avanti nel confronto sul futuro dell’Agenzia, che non può che partire dal ritiro del Piano.

“I testi dell’azienda e del direttore giornalistico Gramaglia non solo non contengono chiarimenti ma confermano i passaggi più negativi e inaccettabili del Piano, a partire dal consistente taglio degli organici e dalla pervicace decisione di imprimere una fortissima accelerazione alla diffusione della multimedialità, argomento sul quale si è arenata la trattativa per il rinnovo del contratto nazionale di categoria.

“Dopo la lettura delle due missive restano intatte le preoccupazioni per gli esuberi (di fatto confermati e il cui numero resta elevato) e per la sorte dei contratti a termine e dei collaboratori, i più deboli in questo braccio di ferro cui il Cdr ribadisce la incondizionata tutela. “I testi consegnati da azienda e direttore non allontanano neanche lo spettro di un possibile ricorso a strumenti coercitivi per ottenere l’obiettivo dei tagli del personale. “I rappresentanti dei giornalisti dell’Ansa ribadiscono che un dialogo leale tra le parti può partire unicamente dopo il ritiro del piano e dopo aver ricevuto la più ampia documentazione sui conti dell’azienda e sui motivi anche organizzativi che hanno portato l’ANSA, in attivo da anni, sull’orlo di una crisi strutturale.

“Il Cdr e la consulta dei delegati dell’ANSA esprimono poi preoccupazione per quanto scritto nella lettera della direzione aziendale in cui, tra l’altro, si afferma che soci e abbonati del comparto dei quotidiani pagano oggi meno di dieci anni fa. Una misura il cui costo ora si vorrebbe scaricare sui giornalisti.

“Sia nella lettera della direzione aziendale che in quella del direttore non si fa alcun cenno alle pesanti misure di ridimensionamento delle sedi regionali che quindi, evidentemente, vengono confermate.

La Consulta ed il Cdr hanno anche preso atto che nella lettera del direttore, pur in presenza di una dichiarata disponibilità al dialogo, si conferma la volontà di procedere ai controversi accorpamenti redazionali.

“Il Cdr, nonostante le chiusure fin qui manifestate dalle controparti, conferma la propria disponibilità a discutere costruttivamente della situazione e del futuro aziendale, senza alcun pregiudizio, e auspica che anche la direzione aziendale e giornalistica vogliano davvero fare altrettanto. “Il Cdr proclama due giorni di sciopero a partire dalle 07:00 di domenica 30 settembre alle 07:00 di martedì 2 ottobre “.

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