Quanto costa la vita di un indiano? Dipende da chi la paga

Da quando vivo qui, una cosa ho capito, che gli stereotipi sull’India sono fasulli in toto o in parte. E cerco, con i racconti, con le trasmissioni radio e con gli articoli, di farlo notare.

Una cosa si è sempre detto dell’India: è il paese delle contraddizioni. Errore. E’ la contraddizione fatta paese. Basterebbe poco per farlo capire. Come la questione del costo della vita.

Oramai a Delhi non si trova un appartamento decente che sia degno di questo nome (cioè dove non manchi l’acqua, dove non ci siano troppo animali, che sia relativamente nuovo, dove si possa campare, insomma) a meno di 3-4000 euro al mese. Di più ma non di meno. Amici hanno fittato anche a 7000 euro e non parlo di ville, ma di appartamenti o di bungalow con piano terra con salone, cucine a un po’ di giardino e primo piano con tre stanze da letto.

Pensate che lo stipendio medio di un impiegato di banca è 120 euro. Ovviamente si trovano anche case a meno, ma definirle case è un po’ fantascientifico.

Quando sono arrivato, per mangiare la domenica ad un buffet in albergo (sono quelli che ti “garantiscono” almeno la qualità dei prodotti e il modo con il quale vengono cucinati) si pagava intorno ai 20 euro a persona. Oggi il prezzo a persona, bibite escluse va dai 40 ai 70 euro. Certro puoi mangiare anche con meno, anche con due euro, per strada. Ma ti fidi?

Andiamo avanti. Per un albergo (in India non esistono i tre stelle) quindi dalle 4 in su (meno non è raccomandabile dal punto di vista di pulizia e di sicurezza, anche se io in passato li ho usati) non si paga meno di 200 euro a stanza per il più sfigato, a salire.

Questi sono i prezzi di Delhi, a Mumbai, l’ex Bombay, costa tutto ancora di più, a Calcutta e nelle altre città indiane di meno perchè qui hai meno servizi.

Quello che non costa, è la vita delle persone. Una collaboratrice dometsica che parla inglese e che bene o male sa cucinare anche all’occidentale, guadagna 5000-6000 rupie al mese, dai 100 ai 120 euro. Lavora di solito otto ore al giorno per sei giorni. La mia grande Stella (ottima cuoca e soprattutto eccellente baby sitter per Anna Chiara) prende 8000 al mese + straordinari. Cucina e guarda la bambina, non fa le pulizie, che invece fa Jennifer, mezza giornata a 4000 ruupie. In più a Stella do la casa, il cosidetto servant quarter, che sta dietro casa mia, una stanza grande con bagno, per la quale le pago tutto. Ferie quando non ci sono, quando vado in Italia. Tredicesima e regalo al compleanno. Ma non è così per tutti, occidentali e indiani soprattutto.

Il mio padrone di casa, che abita sotto di me, ad esempio alla sua collaboratrice dà 2000 rupie al mese, 40 euro a fronte dei mei 160 per Stella e 80 per Jennifer. Con la differenza che mentre quest’ultima viene a casa mia sei mezze giornate, dal padrone di casa lavorano e fanno tutto (puliscono e cucinano) 7 gioni su 7, 24 h su 24. E poi i razzisti siamo noi. Quando lui non c’è la sua cameriera non viene pagata. Anche per mesi.

Quando ho chiesto al padrone di casa di mettere lo scaldabagno nella stanza di Stella (che è di sua proprietà) mi ha detto che noi li viziamo “questi qua” che non dovremmo abituarli male, che è troppo quello che diamo loro e come li trattiamo. Alla fine l’ho messo io lo scaldabagno.

Nella palestra dove vado, freqentata anche dai ricchi indiani (ci viene pure Rahul Gandhi), negli spogliatoi ci sono dei ragazzi che ti porgono i teli per la doccia, che tengono pulito. I miei “amici” indiani si fanno svestire e vestire da loro: si fanno togliere le mutande e infilare i calzini e così via.

Ma lo spreco e il fastidio maggior me lo danno i cessi. In quelli a muro tipici dei bagni maschili, mettono di continuo del ghiaccio, secchiate e secchiate di ghiaccio. In un paese dove manca di continuo l’acqua, dove questa è un vero e proprio miraggio per milioni di persone, forse anche per i poveri ragazzi che sono costretti a mettere il ghiaccio nei cessi a muro, il fatto che venga sprecato così da veramente fastidio.

Purtroppo non c’è una soluzione. La forbice tra ricchi e poveri si allarga sempre di più. Tanta gente vive con pochissimo. Inutile fare battaglie donchisciottane, ci ho provato, non portano a nulla. L’unica cosa che si può fare è circoscrivere il proprio piccolo universo e tentare di mantenere una giustizia sociale, uno sviluppo sostenibile almeno dentro di esso. Ma è brutto guardarsi attorno.

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13 commenti

Archiviato in Diario indonapoletano, Vita indiana

13 risposte a “Quanto costa la vita di un indiano? Dipende da chi la paga

  1. Zimo

    Ben venga il tuo articolo e le testimonianze. Il problema, lo ripeto da anni, è la consapevolezza. Tu vivi in India e ti scontri quotidianamente con l’ingiustizia di questo mondo ma i pochi fortunati che nascono e vivono nel mondo occidentale spesso non sono consapevoli della loro fortuna.
    Sento solo gente lamentarsi, del traffico, della coda alle poste, del troppo lavoro, ecc., il problema è che non si rendono conto. Temo che i mezzi di informazione per molte persone non siano sufficienti, probabilmente dovrebbero vivere per un po’ di tempo nelle fogne del mondo per cominciare ad apprezzare la loro fortunata condizione.
    Sono convinto che basterebbe un po’ di questa consapevolezza per cambiare atteggiamento nella vita quotidiana. Insomma, se sai di essere a debito con la fortuna non puoi che cominciare a restituire qualcosa, un po’ per volta, di tanto in tanto, con piccoli gesti.

  2. mimmo

    MI spieghi a che serve il ghiaccio?

  3. Nello

    non lo so a che serve, forse lo mettono per non lasciare rivoli.

  4. Pingback: Casa dolce casa « ParteCineseParteNopeo

  5. Gianfranco

    Salve,
    articolo interessante mi hanno proposto di trasferirmi a New Delhi per 70000 Rupie al mese, ma vorrei farmi un’idea del potere d’acquisto e di che livello di vita condurrei con quella cifra, bhe un’idea già me la sono fatta dall’articolo.

    Ciao,
    Gianfranco

  6. Ciao a tutti sono Andrea, ho avuto una proposta di lavoro a Chennai, sapeti darmi dei pareri? si discosta molto dallo stile di vita tipico indiano?Grazie

  7. soraya

    Salve, avete un’idea del sistema universitario. Cioè, con il diploma italiano, ci si può andare a presentarsi all’università a Kolkata? C’è da sostenere un’esame per l’amissione? Si paga? Ci sono corsi serali per chi dovrebbe anche mantenersi?
    Soraya

  8. contattami e ti spiego io cosè l india..dici cose assurde ,mi sembra che osservi il tutto dal tuo hotel a 200 euro cerca di scendere in strada che l india non è tutto ciò e soprattutto i prezzi di cui parli sono piu che follia!!marcoxilgattox@hotmail.it

  9. dhrmpl

    Salve cercavo info sui costi della vita in india in prevvisione di un progetto di ristorante in una citta di costa a sud del gange 700 kn. non sono meravigliato dei racconto, ma trovo interessante il finale. Ritagliarsi un angolo di universo, aggiungerei dal mio punto di vista, sostenere chi come me percepisce diverso. Dheli non mi affascina, immagino cosa potrei ioncontrare. Che notizie ha lei da darmi per orientarmi su quanto incassa netto un proprietario di ristorante .da dire che mi accontenterei di essere felice e poter sostenere la famiglia, fino a che potranno essere indipendenti , un giornio che mi sposeró. grazie. vss1921vss2000-wg@yahoo.it

  10. Leo

    Per una vacanza di 20 giorni circa cosa mi consigliate e all’incirca quanto spenderei? Naturalmente gradirei dei servizi e del cibo decenti, che non mi faccia passare le vacanza con la dissenteria. Per una vacanza che sia rilassante ma allo stesso tempo mi faccia visitare buona parte dell’india, quanto mi costerebbe?
    Grazie

  11. Mauro

    Caro Leo se in 20 giorni riesci a visitare Mumbai sei un fortunato per visitare buona parte dell’india come dici tu non bastano 2 anni. Le cifre indicate dall’autore dell’articolo sono del tutto false e fuori dalla realtà. Quelle sono le cifre che incontra chi va in india e vuole restare nella sua vita occidentale. Questo viene percepito dai locali come una forma di distacco di disprezzo e allora “giù mazzate!!!!” e vorrei aggiungere “giustamente”.

  12. outcome of the recessional on BloggingSuite 101:
    I translate into a brunette, but now that she’s out in the sun a lot, her red pilus has returned.

  13. Filomena

    Molto interessante, sei ancora lì? Vorrei farti Delle domande anche in privato se possibile, grazie. Filomena

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