Lo sport contro l’ambiente e i baraccati

Dovrebbe essere un momento di sport, invece si sta risolvendo in una tragedia sociale, con “deportazioni” di senzatetto e disastri ecologici e ambientali. Ci sono di nuovo polemiche sul sito che dovrebbe ospitare il villaggio degli atleti per i Commonwealth Games del 2010 a New Delhi.

Prima le accuse di deportazione da parte del comitato organizzatore e della municipalità di Delhi nei confronti delle migliaia e migliaia di baraccati che vivono sulla riva del fiume Yamuna, affluente del Gange, spostati in altre zone della città ma senza case. Le ruspe sono gia’ in azione sul luogo e distruggono le baracche della povera gente che non ha altri luoghi dove andare.

Ora un’inchiesta televisiva mostra che il progetto miliardario, che farà dei giochi l’evento più caro della storia dell’India, non ha ancora avuto tutte le approvazioni necessarie, soprattutto quelle legate ai permessi ambientali.

Secondo gli ecologisti che hanno un presidio permanente in zona, il governo locale di Delhi sta usando il nascente villaggio degli atleti come pretesto per occupare un’area tra l’altro pericolosa perché soggetta a esondazioni del fiume e allagamenti. Ma il governo locale insiste nel confermare, per bocca del primo ministro di Delhi, Sheila Dixit, che tutte le autorizzazioni sono state ottenute. Gli ambientalisti, invece, hanno dimostrato, grazie alla nuova possibilità di accesso agli atti amministrativi, che molti documenti e autorizzazioni mancano, come quella della commissione idrologica.

L’avvocato Prashant Bhushan, uno dei leader del movimento ambentalista, spiega che già nel 2005 il progetto fu respinto dalle commissioni ambientaliste che dissero, a chiare lettere, che “nessuna costruzione permanente può essere permessa nella zona interessata dalle esondazioni”.

Il comitato organizzatore e la Delhi Development Autorithy decisero così, un anno dopo, di riscrivere il progetto e rinviarlo alle commissioni ambientali, che ribadirono il divieto di costruzione in quell’area. Per gli attivisti della Yamuna Jiye Abhiyan, associazione ambientalista che si sta battendo per il recupero del fiume Yamuna, l’intento sarebbe quello di speculare sulla zona, creando una megastruttura che servirebbe per soli dieci giorni, per poi rivenderla a pezzi.

Gli ambientalisti hanno proposto al governo locale altri siti per ospitare il villaggio degli atleti dei Giochi, luoghi dove l’impatto ambientale sarebbe minore, ma tutti sono stati rifiutati. E a tre anni dai Giochi, con i lavori che vanno molto a rilento e con una atavica mancanza di fondi, gli ambientalisti promettono ulteriori battaglie per la salvaguardia dell’area dello Yamuna.

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