Diritto di cronaca o amore per il macabro?

Ho già detto in diversi post quanto gli indiani siano pudichi. Questo comporta anche il fatto che, oltre a non mostrare immagini di baci nei film, sui giornali o nei siti di informazione non si vedano donne nude o in topless. Al massimo, e non mancano mai, sono strette in succintissimi bikini che fanno debordare parte di copiosa epidermide. Ma di solito queste sono donne occidentali.

Da noi, inutile dirlo, non è così. Ho ancora negli occhi le immagini di Repubblica e Corriere sul concorso per il migliore “lato B” del mondo. Una cosa impensabile per la morigerata India.

Eppure, telvisioni e giornali indiani non disdegnano immagini di morti, mutilati, feriti, siano essi adulti o bambini.

In questi giorni le televisioni e i giornali sono pieni di immagini in primo piano di questa bambina nata con otto arti. In realtà la poverina è unita nella zona pelvica ad una gemella nata senza testa. Qualcuno la chiama dea, un circo la voleva comprare, molti giornali hanno titolato la notizia a lei relativa operation marmaid, operazione sirena.

Le foto sono molto dettagliate e, devo dire dal punto di vista occidentale, abbastanza disgustanti. Come quelle dei morti che si vedono sempre, senza nessun pudore. Quei lenzuoli bianchi che appaiono nelle immagine italiane a coprire i volti esanime spesso crivellati di colpi, qui spariscono. Le immagini dei media indiani sono un imsieme di sangue, arti spezzati, volti senza vita.

Ricordo ancora che mi colpì molto, dopo un po’ che stavo qui, la foto in prima pagina della cattura di Veerappan uno dei banditi più famosi dell’India. Questi era caduto durante un conflitto a fuoco a fuoco con la polizia e le immagini su tutti i media erano del suo faccione senza vita con un buco di proiettile in fronte (n.b.: le pagine 4 e 5 del link contengono immagini che potrebbero scontrarsi con la suscettibilità dei lettori).

O di quelle, purtroppo consuete, che testimoniano attentati dinamitardi, dove un poliziotto cammina con in mano un braccio mozzato.

In India foto del genere, come quelle dei bambini in generale, non vengono censurate. La Carta di Treviso non esiste. In verità non esiste nessuna carta. Si blocca solo quello che potrebbe risvegliare sopiti (mica poi tanto) istinti sessuali.

Quando ad un amico indiano ho espresso queste mie perplessità, lui mi ha risposto che vedere un vivo o un morto è la stessa cosa, sempre di persone si tratta.

Ma tra un vivo e un morto, io preferisco un vivo. Se poi questo vivo ha dai 25 ai 40 anni ed è pure bona, credo sia ancora meglio. Non credete?

3 commenti

Archiviato in Diario indonapoletano

3 risposte a “Diritto di cronaca o amore per il macabro?

  1. mimmo

    Sicuramente meglio!
    p.s. ma la vuoi smettere con questo “buonismo”
    eh eh eh

  2. mimmo

    Visto che sei così interessato al concorso per il side B ti invio uno stralcio del regolamento:
    I requisiti necessari per vincere: «il sedere dev’essere sodo al tatto, avere una consistenza che impedisce sballottamenti o rimbalzi eccessivi e una pelle perfetta»
    Magari fai una prova e vedi

  3. Nello

    Caro Mimmo, riguardo alla mia ultima frase, più che buonismo, direi BONISMO.

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