Sri Lanka: continua la guerriglia tra esercito e tamil

Due attentati attribuiti dalla polizia ai ribelli Tamil – uno dei quali compiuto da una donna disabile – hanno causato oggi una ventina di morti e circa 40 feriti a Colombo e in un suo sobborgo. Nella capitale dello Sri Lanka è dilagato il panico e le autorità hanno deciso di chiudere le scuole in tutta la provincia per due giorni. Bersaglio del primo attentato, in mattinata, era il ministro del Welfare Douglas Devananda, rimasto illeso. Una donna kamikaze, una tamil, fermata mentre tentava di entrare nel ministero, si è fatta esplodere: oltre a lei è morto il segretario particolare del ministro. In serata, in piena ora di punta, l’esplosione di un potente ordigno ha fatto strage tra la folla davanti a un negozio di abbigliamento vicino a un incrocio nel sobborgo commerciale di Nugegoda a otto km dalla capitale: almeno i 17 morti, secondo un ultimo bilancio, e una quarantina i feriti. Non è chiaro se sia stato un attentato suicida. Una fonte di polizia ha detto all’Afp a Colombo che la bomba è esplosa mentre le guardie del negozio stavano controllando la borsa di una donna: “Stiamo indagando – ha affermato – per capire se si trattasse di una kamikaze”. Poco dopo un altro sospetto pacco bomba è stato trovato a Nawinna, a pochi km da Nugegoda. Fonti governative e militari hanno accusato per gli attentati i ribelli separatisti delle Tigri di liberazione dell’Eelam Tamil (Ltte). Gli attentati odierni sarebbero, secondo i media locali, la risposta dei tamil a un recente attacco dell’esercito cingalese nel nord del Paese che ha causato, secondo le Tigri, almeno 11 morti. Altre nove persone sarebbero morte, sempre secondo i tamil, nel bombardamento della stazione radio delle Tigri. Gli attacchi sono inoltre giunti all’indomani delle dichiarazioni del leader tamil, Velupillai Prabhakaran, il quale ha affermato che gli sforzi effettuati per garantire la pace sono stati solo una perdita di tempo. Le Tigri tamil, indù, lottano per l’indipendenza del nord e del nord est dello Sri Lanka, isola di circa 20 milioni di abitanti, per tre quarti cingalesi buddisti. Nel 2006 gli scontri governo-ribelli hanno causato circa 5.000 morti. I ribelli hanno celebrato quest’anno il 20/o anniversario del loro primo attentato suicida, onorando i 322 kamikaze – uomini e donne – morti per la causa tamil.

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