Intellettuali e scrittori per la libertà di espressione e di stampa

Ho incontrato oggi Arundhaty Roy, la scrittrice di Il Dio delle piccole cose. Ho parlato con lei della situazione indiana. Mi ha detto delle cose che vi proporrò domani, dopo aver sbobinato il suo audio (che vi farò sentire). Dice delle cose interessanti. Alla faccia della Speranza Indiana. Chi ha orecchie per intendere, intenda.

Un gruppo di scrittori ed intellettuali indiani, capeggiati dalla famosa scrittrice Arundhaty Roy, combatte per la liberta’ di stampa e di espressione in India, con particolare riferimento al caso di Taslima Nasreen, la scrittrice bengalese che, cacciata dal suo paese perche’ accusata di aver scritto libri ”anti islamici”, ed esiliata in India, negli ultimi mesi ha subito minacce e manifestazioni contro di lei anche nel paese di Gandhi. Per discutere del caso della Nasreen e della liberta’ di espressione piu’ in generale, Arundhaty Roy, insieme a numerosi altri scrittori, editori ed eminenti personalita’ del mondo della cultura indiana, si sono riuniti oggi a New Delhi presso il club della stampa dove si e’ tenuto un forum sulla liberta’ di espressione. ”Quello che deve far riflettere – ha detto fra le altre cose la Roy – e ‘ che la vicenda della Nasreen ha avuto inizio in West Bengala. E’ stato il governo comunista di questo stato, che si e’ sempre vantato di modernita’ e di essere all’avanguardia, che l’ha cacciata per ben due volte. Ma e’ stato nel periodo delle proteste a Nandigram. Il governo ha cominciato a temere di perdere, se avesse appoggiato la Nasreen, il voto dei musulmani che, a causa dei suoi scritti, non l’hanno mai vista di buon occhio”. Taslima Nasreen, cacciata da Calcutta a seguito di manifestazioni di protesta e minacce contro di lei, si era recata a Jaipur. Cacciata anche dalla capitale del Rajasthan era stata portata a Delhi. Da allora si trova in una localita’ sconosciuta decisa ”per proteggerla” dal governo indiano. La scrittrice bengalese ha piu’ volte sottolineato come la sua condizione attuale sia una sorta di ”arresti domiciliari”. Una condizione difficile ma anche precaria. Il visto della Nasreen scade il prossimo 18 febbraio e le autorita’ indiane non hanno ancora fatto sapere niente di certo per il suo futuro. La Roy e gli altri intellettuali hanno focalizzato l’attenzione sulla ”democrazia indiana che- ha detto Roy – e’ solo uno slogan pubblicitario. Questo non e’ un paese democratico, non c’e’ liberta’ di espressione”. MOlti film e libri vengono censurati dai governi locali e nazionale con la paura di non  urtare la suscettibilita’ di nessuna minoranza, anche se rappresenta una parte infinitesimale della popolazione. ”In nome di questo rispetto e democrazia – ha detto la Roy – siamo censurati”.

3 commenti

Archiviato in Rivolte terzomondiste, Vita indiana

3 risposte a “Intellettuali e scrittori per la libertà di espressione e di stampa

  1. Ciao Nello, sono Isabella, vivo a Milano, ma sono appassionatissima d’India. La scorsa estate sono stata 2 mesi nel sud, un po’ per studiare danza classica indiana bharata natyam e un po’ per vedere con i miei occhi i luoghi dei miei studi…ho un po’ d’invidia per te che vivi lì…ma nello stesso tempo ti ringrazio tantissimo per le notizie che pubblichi, mi fanno sentire in contatto con questo meraviglioso paese pieno di contraddizioni. A proposito del tuo articolo mi viene in mente la regista di “water”, Deepa Metha che aveva avuto dei seri problemi di aggressioni da parte degli integralisti indù durante le riprese del film, costringendola a scappare nello Sri Lanka per poter terminare le riprese…per non parlare del film “fire” criticato duramente per il tema scottante trattato.
    Aspetto con gioia i tuoi articoli e ti invito a visitare il miei due blog http://www.lupiamerenda.wordpress.com con i miei lavori e http://www.isabo.wordpress.com dove ho raccolto alcuni brani sulle devadasi, le danzatrici sacre del tempio.
    Grazie ancora
    Isabella

  2. Pingback: L’India di Arundhati Roy: dov’è la democrazia? « Indonapoletano’s Weblog

  3. Pingback: Taslima Nasreen lascia l’India « Indonapoletano’s Weblog

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