Zardari e Sharif fanno insieme il governo

Pare che i due leader dell’opposizione a Musharraf abbiano deciso di andare avanti insieme a formare il governo nazionale e i locali, nonostante le molte differenze. Ieri la stampa indiana già ricordava che Zardari ha 10 anni di accuse per corruzione e che Musharraf, se si sentisse davvero minacciato, potrebbe tirarli fuori dal cappello. In questo si potrebbe spiegare anche la visione più tranquilla nei confronti del presidente di Zardari, a differenza di quella oltranzista di Sharif. Di seguito, il pezzo di ieri dell’ANSA.

”Lavoreremo insieme, Inshallah”, stretta di mano, sorrisi per il flash dei fotografi: i due vecchi leader rivali dei partiti d’opposizione pachistani, il carcerato e il carceriere, si sono accordati oggi per formare un governo di larghe intese per riportare la democrazia nell’unico Paese musulmano dotato di arma atomica. Asif Ali Zardari, vedovo di Benazir Bhutto e leader del Partito popolare pachistano (Ppp), e Nawaz Sharif leader della Lega musulmana pachistana-N (Pml-N) hanno annunciato di avere raggiunto un accordo sul programma e che formeranno i governi federale e provinciali, a conclusione di un incontro di due ore a Islamabad, il primo dopo le elezioni legislative di lunedi’ che hanno segnato la loro vittoria sul partito del presidente Pervez Musharraf. Il fantasma del presidente era molto presente alla frenetica conferenza stampa congiunta che i due leader hanno tenuto, nascosti in imponenti poltrone troppo profonde, senza mai guardarsi reciprocamente. ”Prima rispettera’ la volonta’ del popolo, meglio sara’ ”, ha detto Sharif, l’ex primo ministro destituito nel colpo di Stato militare che nel 1999 ha portato l’allora generale Musharraf al potere. Zardari si e’ limitato a concordare. Ma nessuno dei due ha esplicitamente detto che il presidente deve dimettersi. Anche perche’ le loro posizioni sono molto diverse: piu’ conciliante, e obbedente ai desideri degli Stati Uniti il Ppp, piu’ determinato e legato all’impegno preso in campagna elettorale, il secondo. ”Il potere di Musharraf e’ incostituzionale e illegale”, aveva ripetuto Sharif, prima di vedere Zardari. L’atteggiamento verso Musharraf, che peraltro ha gia’ dichiarato di non avere nessuna intenzione di andarsene, non e’ l’unico punto su cui i due partiti si distinguono. ”In principio non c’e’ disaccordo sul ripristino dei giudici, la questione sara’ risolta in parlamento”, ha detto Sharif, leggendo una dichiarazione scritta. Come dire, si rinvia tutto ai deputati. Solo un’ora prima dell’incontro con Zardari, Sharif era comparso a sorpresa a una dimostrazione di un centinaio di avvocati e esponenti della societa’ civile a Islamabad, promettendo che i giudici saranno reinsediati nelle loro cariche ”a giorni”. Un impegno difficile da mantenere, i magistrati sono stati destituiti a novembre da Musharraf che ha purgato due terzi della Corte suprema perche’ avrebbe decretato l’incostituzionalita’ della sua nomina. Il presidente ha gia’ detto di non prevedere un loro ritorno. I risultati parziali delle elezioni danno 87 seggi al Ppp e 66 alla Lega di Sharif, nessuno dei due ha quindi la maggioranza per governare da solo. E Musharraf, il cui partito ha solo 37 seggi, potrebbe cercare di esasperare l’antica inimicizia che negli anni Novanta dominava i rapporti tra i due ex premier Benazir Bhutto e Nawaz Sharif. Il marito della Bhutto, Zardari, e’ stato incarcerato per due volte da Sharif, per accuse di corruzione per le quali non e’ mai stato processato. Undici anni di prigione che non sono facili da dimenticare. Musharraf, che oggi ha ricevuto le congratulazioni del presidente americano George W. Bush per come ha gestito le ”libere” elezioni, puo’ sciogliere il parlamento e licenziare il governo, in base a emendamenti costituzionali. Ma i due leader hanno affermato di voler ripristinare la Costituzione ”originale del 1973”, che dava meno poteri al presidente. L’antipatia reciproca e’ solo uno degli aspetti che renderanno complicata la coabitazione al governo. Il Ppp, partito piu’ o meno di centro-sinistra, ha idee politiche molto diverse dalla Lega di Nawaz Sharif, populista e conservatrice, con connotazioni islamiche. I due partiti formeranno governi provinciali, ma non e’ ancora deciso se in quello federale Sharif dara’ solo il suo appoggio esterno o avra’ ministri nel gabinetto. ”Vedremo poi”, ha detto il leader. ”In ogni caso, e’ un passo molto positivo, hanno soddisfatto gli auspici popolari”, ha commentato l’analista politico Zahid Hussain. ”Ci resta molto da discutere ancora – ha detto Zardari, a conclusione della conferenza stampa – ma lavoreremo insieme… Inshallah”.

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