Anche le donne a guardia delle frontiere indiane

L’India per la prima volta arruola donne nelle forze armate in ruoli di combattimento, superando una radicata convinzione nei vertici della sicurezza, che le donne non siano adatte a difendere le frontiere o a combattere guerre. L’esercito indiano, forte di un milione e 300 mila elementi, ha meno di mille donne nei suoi ranghi, tutte in incarichi non di combattimento, come il genio e la sanità. La Forza di Sicurezza di Frontiera (BSF) ha intenzione però di reclutare 750 donne per le perquisizioni e la lotta al traffico di clandestini e di droga. Una volta addestrate, saranno schierate lungo i confini nazionali con il Pakistan e il Bangladesh, che secondo Nuova Delhi sono le porte di ingresso più comuni per terroristi che progettano attacchi contro il paese. Le guardie di frontiera donne avranno gli stessi compiti degli uomini e porteranno le stesse armi. Il direttore generale della BSF, Ashish Kumar Mitra, ha spiegato che il corpo si è rivolto alle donne dopo aver rilevato che le guardie di sesso maschile non erano in grado di perquisire le contrabbandiere di droga. L’anno scorso le guardie di frontiera hanno arrestato 700 persone di sesso femminile per traffico di stupefacenti ed esseri umani ai confini con Pakistan e Bangladesh. Centinaia di donne però sono sfuggite, perché i frontalieri uomini non potevano perquisirle.

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