Arrestati 110 monaci in Tibet

La polizia cinese ha arrestato 70 monaci tibetani del monastero di Ramoche, nella parte orientale del Tibet. Lo riferisce il Tibetan Centre for Human Rights and Democracy, che specifica che i monaci sarebbero stati arrestati dal Peoplés Armed Police (PAP) and Public Security Bureau (PSB) la scorsa notte. La notizia è stata confermata anche dal governo tibetano in esilio in India. Il monastero di Ramoche ospita di solito un centinaio di religiosi ed aveva già visto degli arresti dopo le manifestazioni del 14 e 15 marzo alle quali i monaci di Ramoche avevano partecipato. Dopo i disordini, i monaci erano stati messi tutti agli arresti domiciliari e ieri notte 70 di essi sono stati portati in carcere. Secondo il governo tibetano, che cita fonti della Tibetan Autonomous Prefecture, altri arresti di monaci sarebbero stati operati in altri monasteri. Il 7 aprile sono stati messi in carcere 30 monaci dal monastero di Ngul-ra, altri dieci da quello di Thumey-runak. Altri 110, provenienti dal villaggio di Ngul-ra, sarebbero già in galera da giorni. Tutti i monaci sono stati arrestati di notte e portati in località sconosciute. Questa mattina Qiangba Puncog, presidente del governo della Tibet Autonomous Region, ha detto in una conferenza stampa che la polizia ha arrestato e detiene 953 sospetti di essere implicati nelle “violenze del 14 marzo”.

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