Cresce negli USA pressione per boicottaggio

Dopo la tappa americana della fiaccola olimpica e la difficile giornata vissuta ieri da San Francisco, cresce negli Stati Uniti un sentimento favorevole al boicottaggio della cerimonia inaugurale dei Giochi Olimpici di Pechino. Anche se il presidente George W. Bush continua ad avere una posizione di apertura nei confronti delle Olimpiadi e ancora ieri ha ribadito in un’intervista a una tv cattolica che lui ”non ha mai cambiato idea” circa la sua intenzione di partecipare ai Giochi (senza pero’ precisare ‘quando’), nel fronte politico sono pressoche’ unanimi le voci di coloro che lo invitano ad assumere nei confronti della Cina una posizione piu’ severa. Nei giorni scorsi era stata la Speaker della Camera, Nancy Pelosi, a prendere posizione esplicita contro la Cina e la repressione in Tibet, e a invitare al boicottaggio della cerimonia di apertura dei Giochi. Ma, dopo la staffetta ‘blindata’ di San Francisco, si sono espressi piu’ chiaramente anche i candidati in corsa per le presidenziali. Sia il candidato alla nomination repubblicana, il senatore dell’ Arizona John McCain, sia i candidati alla nomination democratica, il senatore dell’Illinois Barack Obama e la senatrice di New York Hillary Clinton, hanno detto che Bush non dovrebbe andare alla cerimonia di apertura dei Giochi finche’ la Cina non cambia posizione. McCain ha legato la sua posizione soltanto al Tibet: ”Se io fossi presidente – ha detto alla emittente ABC – finche’ non si vedono progressi con il Dalai Lama non andrei ad alcuna cerimonia inaugurale finche’ (i cinesi) non cambiano e non danno prova di farlo velocemente. Non si puo’ avere una nazione che sotto molti aspetti e’ una superpotenza e che si comporta cosi’, in modo oppressivo e brutale. Io penso che ci sia bisogno di mandare un messaggio ai cinesi e che sia molto forte”. Anche Barack Obama, che fino ad oggi si era detto ‘perplesso’ circa l’opportunita’ di utilizzare le Olimpiadi a fini politici, dopo la giornata di San Francisco ha sciolto la riserva e ha detto che il presidente Bush dovrebbe boicottare la cerimonia d’apertura non solo per il Tibet, ma anche per la mancata pressione del governo cinese sul Sudan per quanto riguarda il Darfur. Analoga in tutto e per tutto la posizione di Hillary Clinton. E’ in questo scenario che il Dalai Lama arriva oggi a Seattle, per una visita negli Usa che durera’ quasi una settimana. Nel frattempo il segretario delle Nazioni Unite, Ban ki-Moon, ha reso noto che non andra’ ai Giochi. La sua portavoce, Marie Okabe, ha peraltro precisato che il segretario non potra’ essere presente a Pechino ”per problemi di calendario” e che il governo cinese ”e’ gia’ stato avvisato tanto tempo fa”. Altre fonti dell’Onu hanno precisato che la posizione di Ban ki-Moon non deve essere messa in alcun modo in relazione a un’ipotesi di boicottaggio dei Giochi.

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