La Cina accusa il Dalai, alleato di Al Qaeda

La Cina si chiude a riccio davanti ai sempre più numerosi inviti alla moderazione in Tibet, e oggi ha accusato “un’ organizzazione legata al Dalai Lama di “complottare” con i terroristi di Al Qaida per sabotare le Olimpiadi di Pechino, mentre il Comitato Olimpico Internazionale (Cio) ha fatto sapere di aver approvato la decisione della Cina di far passare la fiaccola olimpica anche attraverso il Tibet. Una portavoce del ministero degli esteri cinese ha respinto oggi “con indignazione” la risoluzione con la quale il Congresso degli Stati Uniti ha chiesto a Pechino di “mettere fine alla repressione in Tibet” e di dialogare col Dalai Lama, che Pechino ha definito “un lupo travestito da monaco”. Secondo la portavoce, Jiang Yu, la risoluzione è una “mistificazione della storia e della realtà moderna del Tibet” La stampa cinese prosegue intanto nella sua campagna contro quella che definisce un’ “organizzazione terroristica” messa in piedi dal governo tibetano in esilio. Il ‘Wen Wei Po’, un giornale filocinese pubblicato ad Hong Kong, parla oggi di un “complotto terroristico anticinese” organizzato tra gli altri da Al Qaida con la collaborazione dei secessionisti musulmani uighuri del Xinjiang e dal Tibetan Youth Congress (Tyc), che la stampa cinese qualifica come organizzazione “terroristica” legata al Dalai Lama. Fondato 30 anni fa da un gruppo di giovani esiliati in India, il “Tyc” non era mai stato accusato finora di atti terroristici, né in Cina né in altri paesi. Konchok Yangphel, un portavoce del Tyc che vive in India, ha definito “ridicola” l’ accusa del giornale filocinese. “Noi – ha sostenuto il portavoce – ci atteniamo alla non violenza”. Non si ricordano atti di terrorismo avvenuti nella Regione Autonoma del Tibet. Nel 2003, cinque bombe sono esplose senza fare vittime a Chengdu nella provincia del Sichuan, dove esiste una minoranza etnica tibetana. Un giovane tibetano è stato condannato a morte ed ucciso per questo episodio dopo un processo a porte chiuse nel quale è anche stato condannato all’ ergastolo Tenzin Delek, un popolare monaco tibetano. Nella risoluzione presentata al Congresso americano dalla speaker Nancy Pelosi, una sostenitrice del Dalai Lama, si ammette che le proteste dei tibetani sono sfociate in violenza in un’ occasione – il 14 marzo a Lhasa – ma si definisce “sproporzionata ed estrema” la risposta cinese. Nei moti di protesta registratisi in gran parte delle regioni a popolazione tibetana della Cina sono morte 150 persone, secondo il governo tibetano in esilio. Il governo cinese ammette solo la morte di 19 persone a Lhasa e una nella provincia del Sichuan, tutti civili uccisi dai dimostranti tibetani o poliziotti. La stampa cinese, che è controllata dal Partito Comunista, continua a pubblicare foto ed interviste di Jin Jing, la giovane disabile che dalla sua sedia a rotelle ha difeso “eroicamente” la fiaccola olimpica dai dimostranti filotibetani a Parigi. In un intervento su Internet alcune persone che affermano di essere studenti cinesi in Francia minacciano di una “terribile morte” il manifestante che si è avvicinato a Jin per strapparle dalle mani la fiamma, affermando di averlo identificato attraverso le fotografie. Minacce di morte sono state ricevute anche da alcuni dei giornalisti stranieri che sono stati invitati a Lhasa, in Tibet, dal Consiglio di Stato, il governo cinese. Non è chiaro come i loro indirizzi di posta elettronica ed i loro numeri di telefono privati siano stati scoperti da coloro che hanno fatto le minacce. Il presidente del Cio Jacques Rogge ha dichiarato oggi a Pechino di aver approvato la decisione della Cina di far passare la fiaccola olimpica da Lhasa, la città tibetana dove si sono verificati gli incidenti più gravi. La staffetta della fiaccola, dopo le contestazioni subite a Istanbul, Londra, Parigi e San Francisco è oggi a Buenos Aires, dove sono annunciate altre proteste. Il calciatore Diego Armando Maradona non è, come era stato annunciato, tra i tedofori. Giappone ed Australia hanno chiarito peraltro che sul loro territorio non sarà consentita la presenza di agenti di polizia cinesi nel servizio di sicurezza che vigilerà sulla staffetta della fiaccola.

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