Proteste in India e Pakistan per aumento prezzo cibo

Proteste nel Parlamento indiano a causa dell’aumento dei prezzi nel paese. Un gruppo di parlamentari appartenenti al BJP (Bharatiya Janata Party), il principale partito di opposizione, ma anche ad alcuni partiti minori, hanno protestato stamane urlando slogan contro l’attuale governo, accusandolo di “essere totalmente inutile, non essendo stato in grado di fermare l’inflazione”. Anche alcuni esponenti dei partiti comunisti che appoggiano dall’esterno la coalizione di maggioranza sono sfilati in corteo, prima della seduta in parlamento, per protestare contro l’aumento dei prezzi. L’inflazione in India nelle ultime settimane ha raggiunto livelli altissimi, arrivando al 7,41% e causando serie tensioni politiche e sociali, con manifestazioni di piazza da parte di cittadini che non riescono più a comprare il cibo. Il Ministro dell’Economia e delle Finanze, Chidambaram, ha cercato di placare le proteste, assicurando che presto verranno adottate misure idonee. “Non so ancora esattamente quando la Commissione sui prezzi si riunirà – ha detto Chidambaram – ma appena lo farà certamente verranno presi provvedimenti contro l’inflazione e per il contenimento dei prezzi”. Prezzi ed inflazione in aumento anche in Pakistan, dove il governo sta pensando di raddoppiare quest’anno le importazioni di grano e imporre una tassa sulle esportazioni di riso. A causa infatti del vertiginoso aumento dell’inflazione, che è arrivata al 14,12% a marzo (la percentuale più alta negli ultimi 13 anni) Islamabad potrebbe decidere di scoraggiare le vendite all’estero, aumentando invece le importazioni anche per evitare rischi di carenze di approvvigionamento.Lo scorso anno il Pakistan ha prodotto 5,4 tonnellate di riso e ne ha esportate 3,1 tonnellate. Secondo Najib Balagamwalla, capo del dipartimento del Commercio Marittimo, il Paese deve almeno raddoppiare l’importazione di grano in quanto la produzione locale, a causa di fattori ambientali e sociali, potrebbe subire quest’anno un deciso rallentamento. “Siamo all’inizio della stagione – ha detto Balagamwalla – ma siamo già in piena crisi. Dobbiamo importare almeno 3,5 milioni di tonnellate di grano quest’anno per farvi fronte”.

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