L’Italia cerca di vendere aerei da guerra in India

E’ stata illustrata a Delhi l’offerta del consorzio europeo Eurofighter per la gara di fornitura di aerei di caccia Typhoon all’India. L’offerta scade lunedì prossimo e oltre al consorzio europeo (composto da Italia, Spagna, Germania e Inghilterra) i 10 miliardi di dollari fanno gola anche agli americani, che hanno messo sul campo i loro F-16 e F/A-18, ai russi con i MIG-35, asvedesi con i Gripe e ai francesi con i Rafale. La commessa prevede la fornitura di 126 aerei da guerra per l’aviazione indiana, con una opzione per altri 63, e prevede la consegna a partire dal 2013 fino al 2020. La gara sarà decisa nel giro di un paio di anni dal governo indiano. L’India è storicamente legata ad affari militari con la Russia, e gli Stati Uniti, anche grazie all’accordo nucleare, stanno cercando di entrare in questo mercato. Ma quelli del consorzio europeo pensano di avere tutte le carte in regola per aggiudicarsi una delle gare militari più importanti al mondo. Tra i primi e più importanti requisiti della gara, c’é il trasferimento di tecnologie. Il governo indiano non vuole comprare e basta un prodotto, ma vuole essere partner e artefice dello sviluppo dello stesso. “Proprio questa caratteristica – spiega all’ANSA Andrea Nappi, vicepresidente e responsabile dei sistemi militari aerei di Aleia Aeronautica, la società di Finmeccanica partner italiano del consorzio Eurofighter – è uno dei nostri punti di forza. Il nostro aereo è realizzato in maniera da poter ospitare nuove e diverse tecnologie. I primi 18 velivoli che consegneremo saranno assemblati in Europa, ma gli altri saranno realizzati su licenza indiana portando tutto il procedimento in India”. Nappi è convinto che lo sviluppo tecnologico indiano potrà sicuramente giovare al progetto Eurofighter, e lo stesso progetto potrà in futuro avvalersi di espedienti tecnologici che arrivano dal subcontinente. Altro punto di forza dell’aereo europeo rispetto a quelli dei competitors stranieri, è anche la novità del prodotto. “Il nostro aereo – spiega Paolo Girasole, rappresentante in India di Finmeccanica – è il più nuovo di tutti gli altri in gara ed è qualitativamente e tecnologicamente all’avanguardia. Può essere operativo dai 30 ai 50 anni. La storia commerciale di Finmeccanica in India, attraverso gli ATR, i radar di tutti gli aeroporti intercontinentali ed altri prodotti, hanno dimostrato quanto sia qualitativamente alto il valore dei nostri prodotti”. Alenia ha una una grossa importanza nel consorzio Eurofighter, che impiega oltre 100 mila addetti e utilizza 400 suppliers. L’azienda italiana si occupa principalmente delle ali, della fusoliera, dei sistemi di navigazione e di armamento, ma attraverso altre società di Finmeccanica gestisce anche altre parti. “Il valore di Alenia al progetto è del 35-40%, anche se il contributo italiano è del 20%”, spiega Nappi. L’Italia ha acquistato 121 velivoli, la RAF britannica 232, la Luftwaffe tedesca 180 e 87 gli spagnoli. Fuori dal consorzio, il Typhoon è stato venduto in Austria (18 esemplari) e in Arabia Saudita (72 esemplari).

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