La fiaccola in Giappone tra lanci d’uova

E’ passata indenne anche per il Giappone la torcia olimpica nel suo viaggio di polemiche intorno al mondo. La tappa di Nagano del sacro fuoco di Olimpia ha si scatenato le proteste di diversi gruppi giapponesi, accorsi a manifestare contro la Cina per motivi diversi, ma non ha creato i disordini che si erano visti in occidente. Dopo le manifestazioni e gli scontri di Londra, Parigi e San Francisco, dopo le tappe blindate e senza pubblico di Islamabad e New Delhi, dopo le staffette tranquille di Tanzania e Thailandia, in Giappone gli organizzatori si aspettavano qualche protesta in più. Il governo di Tokio aveva assicurato a quello di Pechino, con il quale in verità i rapporti non sono del tutto idilliaci, che non ci sarebbero stati problemi. E così è stato. Alla fine si sono contati cinque arresti, qualche uova lanciata all’indirizzo dei tedofori e manifestazioni non violente. 3000 gli agenti del paese del sol levante a controllare il percorso di 18 km della fiaccola olimpica. Fra loro non c’erano, come accaduto negli altri paesi, i reparti speciali cinesi, Tokyo non ha voluto ingerenze. Ma c’erano, come dovunque, diversi cinesi, portati a forza (un paio di centinaia viaggiano nel boeing con la fiamma dipinta sulla carlinga che accompagna la fiaccola nel suo tour mondiale) dalle aziende cinesi che operano in Cina. Bandiere rosse hanno salutato la fiaccola, scortata da oltre centro agenti, di cui 5 in tenuta speciale antisommossa, a formare un muro risultato invalicabile, e gli altri 3.000 mobilitati ai margini del tragitto, più agenti in moto e un furgone a fare da ariete davanti al corteo olimpico. La fiaccola, partita in leggero anticipo dal blindatissimo parcheggio a poche centinaia di metri dal tempio di Zenkoji perchè i monaci buddisti si erano rifiutati di ospitarla per solidarietà con i “fratelli tibetani” (ai quali hanno dedicato una sessione di preghiere), è pressochè sparita agli sguardi della folla accorsa comunque numerosa (malgrado i temuti disordini) a seguire la manifestazione, risucchiata dal cordone di sicurezza. Da una parte almeno tremila cinesi, in gran parte studenti con tanto di bandiera rossa, accorsi in favore di Pechino 2008 (5mila secondo l’agenzia Nuova Cina) e, dall’altra, i sostenitori del Tibet libero e della causa degli uighuri, la provincia occidentale autonoma dello Xinjiang (compresa tra Mongolia e Tibet) che chiede l’indipendenza da Pechino. In aggiunta, al grido di “via i cinesi” dal Sol Levante, sono scesi in campo gli estremisti di destra giapponesi esibendo il proprio miglior repertorio, anche fisico, “contro l’imperialismo comunista della Cina”. Ma il tutto si è svolto senza particolare problemi, diverse centinaia di manifestanti si sono fermati dinanzi al tempio di Zenkoji a protestare in silenzio. Senza successo i pochissimi attacchi diretti alla fiaccola olimpica, che hanno ottenuto l’unico risultato di rallentare leggermente la cerimonia. Un uomo ha scagliato due oggetti contro la torcia quando un attore giapponese era impegnato all’inizio della staffetta come tedoforo. Un altro ha lanciato un uovo (ed è finito in manette) e un altro ancora, in possesso di una bandiera tibetana, ha tentato senza successo di forzare il cordone di sicurezza ed è stato arrestato. La fiaccola ora è diretta a Seoul, poi in Corea del Nord e poi in Vietnam. Qui la polizia ha fatto sapere di aver arrestato oggi un americano che stava organizzando proteste anticinesi. Dopo sarà la volta dell’ingresso in Cina, con la tappa in Tibet e la scalata all’Everest, ricche di suggestione ma anche potenzialmente molto pericolose.

Lascia un commento

Archiviato in Free Tibet

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...