Contadini indiani chiedono di poter morire al Primo Ministro, sono soffocati dai debiti

72 famiglie di contadini dello stato centrale indiano del Maharasthra hanno chiesto al primo ministro indiano di poter morire. Schiacciati dai debiti e in preda ad una forte crisi economica e lavorativa, le famiglie dei villaggi di Bhandara e Gondia hanno scritto una lettera al primo ministro indiano Manmohan Singh e al primo ministro dello stato del Maharashtra Vilasrao Deshmukh, chiedendo il permesso di porre fine alle loro esistenze. ”La lettera – spiegano ai giornalisti indiani – e’ la nostra ultima e finale forma di protesta contro l’approccio casuale del governo centrale che si e’ dimenticato di noi nonostante le promesse”. L’indifferenza di New Delhi, secondo loro, ha provocato gia’ migliaia di morti e continuera’ a provocarne. Tutti questi contadini, come del resto gli altri agricoltori indiani, per sopportare la grave crisi che da qualche anno ha investito il paese, prelevano soldi e chiedono mutui alle banche almeno due volte l’anno. Ma a causa della pochezza dei raccolti, da due anni a questa parte non riescono a coprire i debiti. ”Tutti i prestiti per le coltivazioni dovrebbero essere estinti dalle banche almeno per i contadini che sono in gravi difficolta”’, ha detto all’Hindustan Times Chameshwar Gahane del villaggio di Siregaontola. ”Se le nostre richieste non verrano accettate e il governo non prendera’ provvedimenti venendoci incontro per la fine del mese, siamo pronti a fare l’estremo passo”. Solo l’anno scorso si sono suicidati oltre 150.000 contadini. A parte questioni metereologiche ha hanno influito sulla copiosita’ dei monsoni e quindi sul raccolto, nella crisi dell’agricoluta hanno inciso molto i fattori esterni. Per l’India e’ piu’ conventiente comprare materie prime, riso, farina, all’estero piuttosto che dall’interno. Questo perche’, tra gli altri, anche i prodotti europei sono piu’ economici di quelli indiani, grazie agli aiuti che ricevono i produttori e che abbassano i prezzi. Gli organismi internazionali, da ultimo la FAO, hanno innalzato l’allarme sulla crisi che potra’ aumentare per questi contadini a causa dell’aumento dei prezzi dei prodotti agricoli. Il governo indiano, nella sua ultima finanziaria approvata il 29 febbraio, ha deciso aiuti per i contadini. Il Ministro delle finanze, nell’ottica di sanare la crisi del paese nel settore agricolo, ha annunciato massicci ed incisivi interventi a favore dei contadini, in particolare la cancellazione dei debiti dei piccoli agricoltori per aiutarli a risollevarsi da situazioni irrecuperabili. Secondo i calcoli il provvedimento di cancellazione dei debiti riguardera’ circa trenta milioni di piccoli agricoltori. Per tutti gli altri saranno comunque previste agevolazioni nei pagamenti e riduzioni in presenza di particolari condizioni. Questa operazione da sola costera’ al governo indiano circa 15 miliardi di dollari.

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1 Commento

Archiviato in Vita indiana

Una risposta a “Contadini indiani chiedono di poter morire al Primo Ministro, sono soffocati dai debiti

  1. Che tristezza poverini!!
    Secondo la mia opinione, per morire mica occorre il consenso del Primo Ministro!!
    Almeno nel morire saranno padroni!!

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