Quando rispetto per le tradizioni e quello per le persone cozzano

Tra noi espatriati in India a Delhi, c’è una lista di ditribuzione on line che ci serve per condividere cose, suggerimenti su questioni pratiche. Da un paio di giorni c’è un dibattito sulla lista riguardo agli eunuchi. L’occasione è stata data dalla denuncia di una donna straniera che raccontava che alcuni eunuchi sono arrivati sotto il suo palazzo chiedendo soldi, come fanno di solito. Non contenti del centinaio di euro circa che hanno ottenuto, hanno cominciato a fare baccano e minacciare, impedendo per due giorni agli abitanti del palazzo di uscire, chiedendo più soldi. Interpellata a proposito, la polizia ha detto di non poter fare nulla, spaventati dalla valenza religioso/magica degli eunuchi. Questi ultimi se ne sono andati solo quando hanno ottenuto alcune centinaia di euro.

La donna, spaventata, ha raccontato la cosa alla lista. Apriti cielo. Gli stranieri amanti dell’India ad ogni costo e gli indiani in lista si sono rizelati sentendosi offesi perché si parlava male di una tradizione indiana. Una di quelle mezze pazze che gira l’India con il sacco a pelo e per la quale non esiste paese migliore al mondo, la cui visione dell’India di tutti i giorni credo sia obnubilata da quintali di canne, ha suggerito alla signora straniera di sorridere al cielo. Ma vaffanculo a te e al cielo.

Vorrei vedere te, pezzo di cretina, bloccata e minacciata in casa tua, senza l’appoggio della polizia. Ti vorrei vedere mentre, sorridendo al cielo, dai circa 500 euro ai transessuali (senza neanche averci fatto nulla…). Ridi al cielo, ma stai attenta che non ti caghino in faccia gli uccelli. Ho sempre odiato l’atteggiamento di coloro che affascinati giustamente da questo paese, non riescono a vedere le cose negative che, come tutti al mondo, l’India ha. Sorridendo non si risolvono i problemi, Si aiutano, magari, ma se non se ne discute, non vanno via da soli.

Un indiano ha scritto alla lista che è giusto dare agli eunuchi quanti soldi vogliono perchè queste persone non hanno diritti, lavoro, possibilità di votare, soldi. E non è meglio, gli ho scritto, battersi per dare loro diritti civili anzichè spronarli a fare estorsioni? E’ o non è la più grande democrazia del mondo? Non è questo il apese nel quali i cittadini sono orgogliosi di dire che vivono nella tolleranza e nella democrazia?

Un’altra indiana ha scritto che gli eunuchi fanno parte della tradizione indiana, che nessuno ci ha pregato di venire in questo paese e che dobbiamo rispettare la tradizione. Non c’è nessun dramma nel cheidere soldi. Le ho scritto che in qualsiasi paese questa cosa si chiama estorsione. Anche il rapimento in Yemen si può dire che sia una tradizione, ma non credo che l’appoggi nessuno, mia bell’indianina cretina. Rispetto le ttue tradizioni: mi satengo dal mangaire carne, facciamo i bagni in piscina con costumi degli anni quaranta, rispettiamo le tradizioni sociali, civili e religiose. Ma tu perchè non vuoi rispettare la legge? Mi stanno bene gli eunuchi, sono tradizionali, religiosi e folcloristici. Ma se uno/a mi impedisse di uscire di casa se non gli/le do 500 euro come offerta forzata, scendo con un palo e gli/le spacco la testa.

Ci lamentiamo dei camorristi, del pizzo, e questo che è? Non è l’unico che c’è in India a sfondo religioso. Prova ad andare a Pushkar, sarai avvicinato da uno stuolo di brahmini che ti obbligheranno a farti fare un rito al termine del quale ti dicono che puoi dare una offerta a piacere, ma alcuni, se dai meno di cento euro, fanno storie, urlano, ti seguono. La polizia non interviene perchè sono santi o portano bene come nel caso degli eunuchi.

Ribadisco, io rispetto le tradizioni. Ma chi rispetta me? Chi rispetta il fatto che me ne voglio stare a casa mia tranquillo senza che nessuno venga a suonare il campanello di domenica mattina alle 6 volendomi vendere qualcosa? O chi impedisce che mi arrivino continuamente telefonate con offerte di prodotti più disparati? O chi impedisce che mi vengano a rompere le scatole quando cammino per strada, quando sono fermo ad un bar, chiedendomi ogni sorta di cosa? O, peggio, chi impedisce alle donne straniere di essere importunate solo perchè magari hanno una maglietta con la scollatura o la minigonna?

In questo paese il confine tra democrazia intesa come diritti del singolo e quelli della massa non è marcato. Io posso scrivere un libro, o, come è successo poco fa, fare un film che racconta una vicenda storica settecentesca, l’amore di un re e di sua moglie. Un manipolo di imbecilli, offesi del fatto che nella realtà, a differenza dle film, la regina è di una città piuttosto che di un’altra, attaccano i cinema, distruggendoli e obbligando i produttori a ritirare il film. Perchè? perchè un paio di persone si sono sentite offese. La garanzia dei diritti personali dovrebbe tenetre presente la garanzia dei diritti della comunità, invece molto spesso in India, come nel mondo, non è così.

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1 Commento

Archiviato in Diario indonapoletano, Vita indiana

Una risposta a “Quando rispetto per le tradizioni e quello per le persone cozzano

  1. mimmo

    Ho conosciuto persone come quella tutta India e saccoapelo. Ci mostrava diapositive che mostravano un piccolo centro nepalese da lui magnificato. Aveva lo scolo dell’acqua putrida al centro della “strada” in terra battuta ripiena di immondizie di ogni tipo e di poveri bambini sporchi che si aggiravano quasi a piedi nudi. A fare da contorno catapecchie malsane e scure, peggio dei bassi napoletani di una volta e animali in una squallida promisquità. E lui che magnificava la vita “naturale” senza pensieri dei locali, e il posto che secondo lui era ottimo per la metidazione. Si, dissi io ma anche per tante malattie e per una vita breve.

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