Il Nepal da oggi è una repubblica

Da oggi il Nepal e’ ufficialmente una repubblica. Ponendo fine a 240 anni di monarchia, l’assemblea costituente del Nepal ha dichiarato la fine della monarchia e l’inizio di una nuova era per l’ex regno induista hymalaiano. Con oltre otto ore di ritardo e al termine di una lunga giornata si sono riuniti i 601 membri dell’assise che dovranno poi disegnare la nuova costituzione repubblicana, che trasformera’ il paese in una repubblica federale. Il ritardo dell’inizio dei lavori, previsti per stamattina, e’ stato dovuto a difficolta’ da parte dei partiti a raggiungere un accordo, sottoscritto solo in tarda serata, sulle funzioni del presidente e sui nomi dei 26 membri dell’assemblea non eletti ma nominati dall’esecutivo. I tre principali partiti del Paese sono stati d’accordo nel votare la trasformazione in repubblica, con la presenza di un presidente dotato per lo piu’ di poteri formali, mentre la maggior parte dei poteri decisionali saranno accentrati nella figura del Primo Ministro. Ma la decisione finale, giunta con diverse ore di ritardo ma attesa ormai da giorni, appariva scontata tanto che gia’ dalle prime ore di stamattina migliaia di persone sono scese in piazza cominciando i festeggiamenti di quella che sara’ ricordata come la giornata della svolta nella storia del Paese. Moltissime persone hanno affollato sin dalle prime ore dell’alba le strade della capitale, Kathmandu, cantando slogan contro il re, relegato gia’ da mesi ad un ruolo puramente formale. Arroccato nel suo palazzo, Gyanendra non ha ancora commentato il suo futuro. ”Va via, lascia il paese” gli hanno urlato ripetutamente durante la giornata migliaia di nepalesi. Il governo del Nepal aveva intimato gia’ prima della proclamazione della repubblica a Gyanendra di lasciare il palazzo diventando cosi’ un comune cittadino, avvisandolo che se si opporra’ verra cacciato con la forza. Il palazzo reale, nelle intenzioni del governo, diventera’ presto un museo. Ora non e’ chiaro il suo futuro. secondo alcune fonti del Partito del Congresso nepalese, il monarca avra’ a disposizione 15 giorni da oggi per lasciare il paese. Secondo fonti maoiste, invece, il re dovra’ lasciare immediatamente il palazzo. Intanto stasera, mentre si attendeva l’annuncio ufficiale della trasformazione del paese in repubblica, due bombe sono state fatte esplodere a Kathmandu dinanzi al luogo dove si stava svolgendo la prima riunione dell’assemblea costituente. Le due esplosioni, avvenute tra le 20 e le 20.15 ora locale, non hanno causato vittime. Anche ieri una bomba e il giorno precedente erano esplose delle bombe a Kathamdnu anche dinanzi al luogo di riunione dell’assemblea costituente. Il processo di trasformazione del Nepal ha avuto inizio nel 2006 quando re Gyanendra, fino ad allora monarca assoluto, fu costretto da una sommossa popolare a cedere gran parte dei suoi poteri e a consentire il ripristino della vecchia costituzione. Da allora il suo ruolo ando’ progressivamente sbiadendo tanto da costringerlo a pagare le tasse, cedere il controllo dell’esercito e persino rimuovere la sua immagine dalle monete del Nepal, rimpiazzandola con quella, quantomeno piu’ neutrale e meno politicamente connotata, del Monte Everest.  La sommossa dell’aprile 2006 rappresento’ la punta di diamante del movimento maoista che in oltre dieci anni di lotte e al prezzo di migliaia di morti riusci’ nel suo intento di innescare il movimento che avrebbe portato, in due anni, alla destituzione di Gyanendra. Del resto la potenza maoista e’ andata progressivamente crescendo tanto che nelle elezioni dello scorso aprile gli ex ribelli hanno conquistato ben 220 seggi in parlamento.

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