Maoisti rinunciano a presidenza Nepal

I maoisti hanno accettato di rinunciare alla presidenza del Nepal. Lo riferiscono fonti del partito da Kathmandu. Dopo un incontro di sei ore nella residenza del leader del partito Puspa Kamal Dahal, detto Prachanda, il comitato centrale ha deciso di abbandonare la corsa alla presidenza e di puntare invece su un candidato esponente della società civile. I maoisti, dopo il successo alle elezioni del 10 aprile scorso per l’Assemblea Costituente, dove hanno conquistato 220 dei 601 seggi, avevano chiesto di occupare sia la poltrona del presidente del nuovo Nepal repubblicano, sia quella del primo ministro. Nel progetto della nuova costituzione repubblicana nepalese, il presidente ha un ruolo solo rappresentativo, ma i maoisti, in nome della loro vittoria, volevano ottenere anche quel ruolo. Per questi dissapori, l’assemblea costituente non si è più riunita dopo la prima seduta nella quale ha dichiarato il Nepal una repubblica, cancellando la monarchia vecchia di 240 anni. Il nuovo governo nepalese a guida maoista non è stato ancora formato e non si vede ancora nessuna possibilità che venga nominato in tempi brevi. Il partito di Prachanda ha anche promesso una forte obiezione all’emendamento costituzionale che vorrebbe la sola maggioranza qualificata per sciogliere un governo. I maoisti vogliono restare sulla legge attuale che prevede che solo i due terzi del parlamento possano mandare a casa un esecutivo.

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