Due bombe in Sri Lanka fanno 28 morti

Una mina innescata a distanza con un telecomando e’ esplosa stamani al passaggio di un autobus gremito di pendolari a sud della capitale dello Sri Lanka Colombo, con un bilancio di almeno 22 morti e oltre 50 feriti. Lo riferiscono fonti di stampa locali. Le vittime, 14 uomini e 8 donne, erano tutti passeggeri dell’autobus 255, che viaggiava da Kottawa a Mount Lavinia, a sud della capitale Colombo. L’ordigno era piazzato nel tratto fra l’università di Moratuwa e il tempio buddista di Shailabimbaramaya a Katubedda, 18 km a sud di Colombo. L’esercito dello Sri Lanka ha chiuso tutte le strade della zona, e sta dando la caccia agli autori dell’attentato. Parlando alla stampa cingalese, fonti dell’esercito e della polizia hanno addossato la responsabilità della strage ai ribelli dell’Esercito di Liberazione delle Tigri Tamil (Ltte) che combattono da decenni per l’indipendenza del nord est dell’isola, di etnia tamil. Un’altra bomba è poi esplosa nel pomeriggio. Sono 6, secondo la stampa cingalese, le vittime della bomba esplosa a Kandy, nel centro dello Sri Lanka, anche se fonti del governo dell’isola parlano di due vittime e di 12 feriti. La bomba e’ esplosa all’interno di un autobus pubblico nei pressi del Teacher-Training College dello Youth Centre di Pogolla, a Kandy, intorno alle 15.50 ora locale. L’autobus stava effettuando il tragitto da Wattegama a Kandy. Secondo il portavoce dell’esercito dello Sri Lanka, Udaya Nanayakkara, dietro questo attentato e quello di stamattina, che ha fatto 22 morti, c’e’ la mano dell’LTTE, l’esercito di liberazione delle Tigri Tamil che si batte da decenni per l’autonomia del nordest dell’isola a maggioranza tamil. Mercoledì scorso un’altra bomba contro un autobus aveva causato 18 feriti, mentre alla fine dello scorso maggio, 11 persone erano morte in un attentato su un treno. In precedenza, il 16 dello stesso mese, una moto-risciò carica di esplosivo era piombata su un autobus di linea causando dieci morti nel centro di Colombo. Dall’inizio del conflitto nello Sri Lanka, nel 1983, sono morte nel Paese tra le 60 e le 70 mila persone. Dal 16 gennaio scorso non e’ piu’ in vigore tra governo e ribelli Tamil una tregua conclusa nel febbraio 2002 sotto il patrocinio della Norvegia. Un cessate il fuoco gia’ finito nella pratica quando e’ stato eletto alla fine del 2005 il presidente Mahinda Rajapaksa, un nazionalista fautore del pugno di ferro contro i ”terroristi”.

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