Avvocati e giudici in marcia contro Musharraf

Un migliaio di avvocati, giudici, attivisti politici e per i diritti umani hanno cominciato una lunga marcia per la democrazia in Pakistan che si concluderà tra giovedì e venerdì a Islamabad. Manifestanti di tutto il paese si sono uniti e stanno marciando, al grido di “via Musharraf” attraverso il Pakistan per richiedere il reintegro nei loro ruoli dei giudici che il presidente Pervez Musharraf ha dimesso a novembre con la proclamazione dello stato di emergenza. La manifestazione è dichiaratamente anti Musharraf, contro il quale da giorni si scagliano gli strali della maggioranza di governo, seppur con qualche distinguo. Asif Ali Zardari, vedovo di Benazir Bhutto e co-presidente del Partito del Popolo Pachistano, il più importante del paese, ha detto, parlando ai giornalisti a Jeddha dove era in visita, che non accetta Musharraf come “presidente costituzionale” perché alla carica ci è arrivato “per default” vista la sua carica precedente di capo dell’esercito e presidente con pieni poteri. Ma, di contro, Zardari non ha parlato di rimozione forzata del presidente con il quale il suo partito ha “una relazione di lavoro e dobbiamo portare avanti insieme gli affari di stato”. Zardari si è dichiarato favorevole all’approvazione di un pacchetto di riforme costituzionali che riducono i poteri del presidente. Più duro contro il Musharraf è invece Nawaz Sharif, leader del secondo partito pachistano, la Lega Musulmana Pachistan-N, che chiede l’impeachment per l’ex generale e un processo per tradimento. Ma anche all’interno dello stesso PPP c’è chi, come il portavoce Farhatullah Babar, chiede l’impeachment per Musharraf. Secondo analisti politici pachistani, la differenza tra le posizioni dei due leader politici è dovuta alla differente visione della soluzione del problema dei giudici rimossi, soprattutto di Iftikhar Chaudhry, il capo della corte suprema e nemico giurato di Musharraf. Se il giudice venisse rimesso al suo posto, sicuramente agirebbe costituzionalmente contro Musharraf e la sua rielezione del dicembre scorso. Ma potrebbe agire anche contro le decisioni dello stesso presidente, tra le quali l’amnistia concessa a Benazir Bhutto e allo stesso Zardari, che ha permesso alla coppia di tornare in patria e a Zardari di assumere la presidenza del partito e di candidarsi in parlamento. Zardari e il suo partito hanno temporeggiato sul reintegro di Chaudhry e degli altri giudici, motivo per il quale il PML-N ha ritirato i suoi ministri dal governo. Musharraf si è detto pronto ad accettare tutto, anche l’impeachment, perché previsto dalla costituzione.

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