India: educazione sessuale in classe senza parlare di sesso

Educazione sessuale nelle scuole indiane, ma senza pronunciare la parola ”sesso” . A partire dal prossimo mese di novembre partira’, nelle classi per i ragazzi tra i 15 e i 19 anni, un programma di educazione
sessuale sperimentale. Gia’ da tempo il governo indiano, in collaborazione con il Ministero della salute, aveva proposto l’avvio di lezioni di educazione sessuale nelle scuole superiori, soprattutto per diffondere fra i giovani una maggiore consapevolezza in relazione a comportamenti a rischio, specie in un Paese come l’India dove oltre due milioni e mezzo di persone sono affette dal virus HIV. Ma i programmi non sono mai stati approvati. Considerati troppo espliciti in un Paese dalla morale molto rigorosa dove il sesso e’ ancora tabu’, e addirittura vietati da sei stati indiani, non sono mai riusciti ad essere attuati nel Paese.
Anche molte famiglie si sono opposte, sostenendo che quel genere di lezioni avrebbero potuto corrompere la morale dei loro ragazzi. Di qui la decisione governativa di un emendamento del progetto originario.
I libri di testo che erano stati preparati sono stati epurati dalle immagini e da espressioni considerate troppo esplicite. I funzionari ministeriali che hanno lavorato al progetto sperano che in questo modo non ci saranno ulteriori proteste. ”Questa volta – spiega Sujata Rao, direttore di NACO (National Aids Control Organisation) – abbiamo fatto una serie di consultazioni, tenendo conto delle opinioni sia dei conservatori che della gente dalla mentalita’ piu’ aperta e sulla base dei risultati di queste consultazioni abbiamo finalizzato il programma. Abbiamo eliminato parole come sesso e masturbazione, anche perche’ non vogliamo insegnare il Kama Sutra ma solo rendere responsabili questi ragazzi”. Sujata Rao ha inoltre chiarito che in classe si parlera’ molto di AIDS e dei rischi che questa malattia comporta. Ovviamente, ha detto, non si potra’ evitare di parlare di preservativi ma gli insegnanti dovranno focalizzare l’attenzione soprattutto sull’astensione sessuale come mezzo per combattere questa piaga. ”Il programma – ha aggiunto la Rao – si occupera’ anche molto di spiegare ai ragazzi i cambiamenti fisici e mentali a cui sono soggetti. Non possiamo nascondere ai ragazzi cose che ormai vedono anche in televisione. Non sono degli stupidi che vivono su un’isola e non dobbiamo nemmeno dimenticare che il 15% delle gravidanze nel Paese riguarda adolescenti.”

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