Fuoriscasta indiane sfileranno a New York per conto dell’ONU

Trenta donne indiane, che prima lavoravano come pulitrici delle fogne, sono state invitate dalle Nazioni Unite a New York e saranno anche modelle in una sfilata di beneficenza nella Grande Mela. Le trenta donne appartengono al gruppo degli ”scavengers”, gli intoccabili della casta dei valmikis, che girano per le case a raccogliere gli escrementi con le mani, con grave danno alla loro salute e all’ambiente. Per emancipare questi lavoratori, emarginati dalla societa’ indiana e considerati agli ultimi posti della scala sociale in India, un brahmino del Bihar, Bindeswar Pathak, ha creato una ONG che da anni cerca di aiutare queste persone, centinaia di migliaia, a trovare un altro lavoro e a diffondere la cultura della toilette in tutto il paese. Usha e’ una di queste donne, salvate da Pathak, che ha messo su un negozio a Delhi dopo aver seguito un corso di avviamento professionale nell’organizzazione di Pathak. Usha sara’ a New York a raccontare la propria esperienza la settimana prossima nell’ambito degli eventi organizzati nell’anno internazionale dell’igiene promosso dalle Nazioni Unite. Tra le manifestazioni della settimana a New York, le donne indiane presenteranno un film sulla loro storia e parteciperanno ad una sfilata di moda. Sara’ la prima volta che lasciano l’India e si sentono molto eccitate per l’opportunita’ anche perche’, come hganno riferito alla televisione indiana NDTV, ”passare dal non essere considerati da nessuno, dal fatto che nessuna persona ci rivolgesse la parola, dall’essere evitati e ignorati da tutti, al discutere all’ONU, e’ certamente un grande salto di qualita’ e noi ci sentiamo orgogliose e emozionate”. Le donne, prima di salire sulla passarella, dovranno fare delle prove di sfilata e alcune di loro temono di dover indossare le scarpe con i tacchi, che non hanno mai messo in vita loro. Gli scavengers vengono trattati come gli ultimi tra gli ultimi. Quando arrivano in una casa, possono entrare solo nel bagno, altrimenti contaminano l’appartamento. Se chiedono acqua, questa gli viene versata direttamente, nessuno li tocca, nessuno porge loro niente. Lo stesso Gandhi aveva tentato di liberare gli scavengers, pulendosi lui stesso il suo bagno e obbligando quelli del suo ashram a fare altrettanto. Il riconoscimento all’opera di Pathak è valso due anni fa un premio internazionale all’organizzazione e la gestione del World Toilet Summit che, sotto l’egida dell’ONU, ha preso il via il 31 ottobre scorso a Delhi.

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