I colloqui sul Tibet, accuse e spinte internazionali

Prima che cominciasse il secondo giorno di colloqui tra inviati del Dalai Lama e governo cinese, il governo di Pechino ha ripreso gli attacchi al Dalai Lama. Il capo del partito comunista del Tibet, Zhang Qingli, ha detto stamattina che “le manifestazioni a Lhasa del 14 marzo scorso sono state organizzate da tempo dalla cricca del Dalai Lama, con il supporto e l’istigazione di forze occidentali, provocando un bagno di sangue”. Bel modo di sotenere il dialogo da piu’ parti chiesto fortemente e sempre perseguito da parte tibetana. Dovrebbe essere chiaro a tutti ora che Pechino vuole sono creare una operazione di facciata, mostrandosi disponibile ad un dialogo che, ne sono certo, purtroppo, non portera’ a nulla. Il presidente francese Nicolas Sarkozy, da ieri anche presidente di turno dell’Unione Europea, ha detto che decidera’ la settimana prossima se andra’ a Pechino per i giochi, dipende dal progresso nei colloqui. Sarkozy ha anche chiesto di non ferire il nazionalismo cinese, mentre la Cina ha detto al presidente francese di non mischiare il Tibet con ilo giochi olimpici, ribadendo che il Tibet e’ affare interno. La faccenda si fa sempre piu’ difficile.

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