La Cina blocca il lavoro dei giornalisti

Il governo cinese continua a bloccare il lavoro dei giornalisti stranieri e ad intimidire le loro fonti a dispetto delle promesse fatte sul rispetto della libertà di stampa in occasione dei Giochi Olimpici di Pechino (8-24 agosto). Lo afferma in un documento diffuso oggi l’organizzazione umanitaria internazionale Human Rights Watch (Hrw). Per compilare il documento sono stati intervistati oltre 60 corrispondenti stranieri in Cina, nel periodo che va dal dicembre 2007 al giugno del 2008. Hrw cita i casi di alcuni giornalisti che sono stati minacciati di non avere il visto rinnovato; inoltre ricorda che il ministero degli esteri di Pechino si è rifiutato di indagare sulle minacce di morte ricevute da dieci giornalisti invitati dal governo cinese in Tibet dopo le violente manifestazioni anti cinesi dello scorso marzo. Per quanto riguarda il Tibet, Hrw sottolinea che, nonostante la riapertura della regione annunciata alla fine di giugno, una serie di vecchie procedure che sono rimaste in vigore rendono “virtualmente impossibile” ai giornalisti lavorare senza limitazioni nel territorio. Sophie Richardson, direttrice per l’ Asia di Hrw, sottolinea in una dichiarazione che il governo cinese “ha fatto del suo meglio per impedire ogni progresso” sul piano della libertà di stampa, “con l’ aiuto del Comitato Olimpico Internazionale”.

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