Liberati in Nepal leader tibetani

La Corte Suprema del Nepal ha ordinato il rilascio di tre autorevoli funzionari dei rifugiati tibetani, arrestati il mese scorso a Kathmandu, con l’accusa di essere implicati in attività contro la Cina. Si tratta di Ngawang Sangmo e Tashi Dolma, dell’Associazione regionale donne tibetane, e Kelsang Chung, direttore del Centro di accettazione dei rifugiati tibetani di Kathmandu. “La corte ha stabilito che la loro detenzione era illegale”, dice Til Prasad Shrestha, un portavoce della Corte Suprema. Diversi governi occidentali, tra cui quello degli Stati Uniti, hanno chiesto il loro rilascio dicendo che nessuno dei tre ha preso parte ad azioni violente. Non è stato possibile raggiungere gli ufficiali del Centro di accettazione dei rifugiati tibetani e dell’Associazione delle donne tibetane per eventuali commenti. Il Nepal, uno dei paesi più poveri del mondo, considera il Tibet parte della Cina, suo importante fornitore di aiuti e partner economico. Oggi circa 20.000 tibetani esiliati vivono in Nepal e alcuni di loro sono stati i promotori di abituali manifestazioni a Kathmandu contro le azioni repressive cinesi attuate per fermare le proteste organizzate in Tibet a metà marzo.

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Archiviato in Diario dal subcontinente, Free Tibet

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