Altri tibetani condannati in Tibet dalla Cina

Quarantadue tibetani sono stati condannati a pene detentive che vanno dai tre anni all’ergastolo per aver partecipato alle manifestazioni anticinesi del marzo scorso. Lo scrive oggi l’ agenzia Nuova Cina. I condannati sono stati riconosciuti colpevoli di una serie di crimini tra cui incendio doloso, rapina e disturbo dell’ordine pubblico. Altri 116 tibetani sono detenuti in attesa di essere processati, aggiunge l’ agenzia citando il vicepresidente della Regione Autonoma del Tibet Palma Trily. Nuova Cina fa riferimento esclusivamente agli incidenti del 14 marzo a Lhasa, l’ unica occasione nella quale si sono verificate violenze contro gli immigrati cinesi. Decine di manifestazioni di protesta si sono svolte sia a Lhasa che in altre zone del Tibet, prima e dopo il 14 marzo. L’ultima di cui sia ha notizia si è svolta a Kardze, in una zona a popolazione tibetana della provincia del Sichuan, il 28 maggio. Sia i mezzi di informazione cinesi che alcuni gruppi di esiliati tibetani hanno parlato di migliaia di persone fermate tra marzo e maggio ma non è mai stato fornito il numero delle persone che sono rimaste in prigione e quello delle persone che saranno processate.

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