Monaco “rieducato” si suicida in Tibet

Un monaco tibetano seguace del Dalai Lama si e’ suicidato in un monastero della provincia del Sichuan lo scorso mese, secondo quanto ha riferito Radio Free Asia. Il monaco, di nome Zhong Ma, avrebbe deciso di togliersi la vita esasperato dalla ‘rieducazione patriottica’ cui lo hanno costretto le autorita’ locali. Zhong e’ stato costretto a esibire la bandiera della Cina e a calunniare apertamente il Dalai Lama. Prima di togliersi la vita, ha dichiarato di non riuscire a sopportare le richieste imposte dalla ‘rieducazione’. Sempre secondo quanto riportato da Radio Free Asia, le autorita’ locali non hanno fornito spiegazioni chiare, mentre ai presenti e’ stato ordinato di non diffondere notizie sull’accaduto. A Lhasa, le autorita’ locali hanno annunciato che saranno licenziati e puniti i funzionari che mandano propri figli a studiare all’estero nelle scuole aperte dalla ”cricca” del Dalai Lama, leader spirituale del Tibet. L’avviso, pubblicato dalla Commissione per la disciplina, si chiama ”Trattamento disciplinare per i membri del Partito Comunista e per i funzionari del governo che mandano i propri figli a studiare negli istituti della cricca del Dalai Lama all’estero”. L’avviso, spiega la stampa ufficiale locale, e’ riferito alla ”cospirazione” del Dalai, che tenta di ”sedurre” i giovani e fare loro ”un lavaggio del cervello” offrendo alloggio, cibo e istruzione gratuita nelle sue scuole. ”Pertanto, e’ assolutamente vietato agli iscritti al Partito e ai funzionari del governo mandare i propri figli a studiare in questi istituti”. Chi infrange la regola sara’ licenziato ed espulso dal Partito. Le autorita’ hanno esortato i funzionari i cui figli si trovano in questo genere di scuole a farli rientrare in patria entro due mesi. La punizione sara’ ridotta ”a seconda della situazione” per chi obbedisce alla direttiva del governo e per chi autodenuncia di avere mandato i propri figli in passato a studiare nelle scuole ‘incriminate’. ”Accurate indagini” saranno effettuate nel caso di figli coinvolti in ”attivita’ separatiste illegali”, mentre non ricevera’ sconti chi cerchera’ di sfuggire al controllo delle autorita’. La nuova normativa – secondo il quotidiano di Hong Kong ‘South China Morning Post’ – fa parte di una serie di regolamenti emessi dall’inizio di luglio per cancellare l’influenza del Dalai Lama in Tibet, dopo che le proteste anti cinesi dello scorso marzo sono sfuggite di mano al governo centrale. Fuggito in esilio nel 1959 in seguito all’entrata dell’esercito cinese a Lhasa, capoluogo del Tibet, il Dalai Lama ha continuato a mantenere il ruolo di massimo leader spirituale del Tibet. Sono migliaia le persone che ogni anno rischiano o perdono la vita per cercare rifugio nelle scuole di Dharamsala, la citta’ indiana dove risiede il governo del Dalai Lama in esilio. Con l’avvicinarsi dell’apertura delle Olimpiadi (8-24 agosto), la Cina ha enormemente rafforzato le misure di sicurezza per prevenire ogni genere di disordini. Dopo avere accusato il Dalai Lama di volere sabotare l’evento, il governo centrale ha dato recentemente il via a una vasta campagna di ‘educazione patriottica’ nelle scuole e nei monasteri tibetani, spiega il South China Morning Post. Sarebbero oltre mille le attivita’ organizzate nelle scuole con lo slogan ‘insegnare ai giovani la verita’ sugli incidenti del 14 marzo’, secondo quanto riportato dal quotidiano Tibet Daily.

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