Niente da fare per il primo presidente della Repubblica nepalese

Si rivotera’ domani a Kathmandu per eleggere il primo presidente nepalese. Al termine di una frenetica giornata di consultazioni, che ha visto la nascita di nuove alleanze e l’isolamento dei maoisti, il candidato degli ex ribelli Ram Raja Prasad Singh ha ottenuto 282 voti contro i 294, quattro in meno del quorum necessario, ottenuti dal candidato del partito del Congresso Nepalese Ram Baran Yadav. I due schieramenti cercheranno oggi di raggranellare i voti necessari per eleggere il primo presidente tra i 594 membri dell’assemblea costituente, puntando soprattutto sui partiti minori. Ieri la giornata era cominciata con la sconfitta dei maoisti, il cui candidato alla vicepresidenza, e’ stato battuto da quello del fronte composto dal partito del congresso, i marxisti leninisti e l’unione dei partiti madhesi, che rappresentano le minoranze del sud del paese. Il candidato di questi ultimi, Paramananda Jha, e’ stato eletto avendo battuto il candidato maoista Shanta Shrestra. La nuova alleanza di partiti si e’ formato nelle ore immediatamente precedenti le elezioni di ieri, dopo che i maoisti hanno rigettato la spartizione della presidenza e della vicepresidenza con le altre formazioni, contando di poter vincere entrambe le elezioni. Il partito del Congresso, accettando che Prachanda, il leader degli ex ribelli maoisti, diventasse primo ministro succedendo all’anziano Prasad Koirala, leader storico del Congresso, aveva chiesto che lo stesso Koirala fosse eletto alla presidenza del Nepal. I maoisti hanno rigettato questa possibilita’, puntando su un candidato autonomo, ma vicino alle loro posizioni, soprattutto vicino alle scelte di lotta armata in chiave antimonarchica che i maoisti nepalesi hanno fatto in passato. Nelle ore immediatamente precedenti la votazione per la presidenza, il Congresso e’ riuscito a tirare a se anche i marxisti leninisti e i madhesi, che in un primo tempo avevano scelto di appoggiare i maoisti. Il nuovo fronte ha presentato una proposta unitaria, proponendo un candidato alla presidenza appartenente al Congresso, quello alla vicepresidenza (gia’ eletto) ai Madhesi e il presidente dell’Assemblea Costituente ai marxisti leninisti. Il fallimento di ieri e le difficoltà di eleggere il primo presidente nepalese, rendono più difficile ai maoisti la formazione del nuovo governo post elettorale. Al momento Prachanda non ha il supporto necessario per formare e guidare il nuovo governo nepalese, nonostante la schiacciante vittoria alle elezioni di aprile.

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