Il Nepal ha il suo primo presidente, sconfitti i maoisti

Il Nepal ha il suo primo presidente della Repubblica. L’assemblea costituente ha infatti eletto oggi a Kathmandu Ram Baran Yadav, uno dei leader del partito del Congresso, alla nuova e piu’ alta carica del neonato Nepal repubblicano e i risultati sono stati annunciati ufficialmente dalla commissione. Ci sono volute due elezioni in tre giorni e la formazione di nuove alleanze, con non poche fratture di tipo politico, per eleggere il nuovo presidente, espressione del neonato cartello formato in chiave anti maoista dal partito del Congresso, dal partito marxista leninista e dall’unione dei partiti Madhesi, che rappresentano le minoranze separatiste della regione meridionale del Terai. Yadav ha ottenuto 308 voti su 590 votanti, mentre il suo rivale, appoggiato dai maoisti, Ram Raja Prasad Singh ne ha ottenuti 282. Quattro dei 594 membri dell’assembela costituente non si sono presentati al voto. Il nuovo presidente giurera’ mercoledi’ nelle mani del capo della corte suprema e avra’ il compito poi di nominare il nuovo primo ministro. La carica del presidente della repubblica nepalese e’ una carica rappresentativa di garanzia costituzionale. L’elezione di Yadav oggi e quella del vicepresidente Paramananda Jha, entrambi espressione della nuova alleanza antimaoista, crea non pochi problemi al partito degli ex ribelli, usciti vittoriosi dalle elezioni dello scorso aprile. I maoisti hanno fatto sapere, anche se nessun annuncio ufficiale e’ stato ancora fatto, che stante la sconfitta del loro candidato presidenziale, non parteciperanno alla formazione del nuovo governo e si limiteranno all’opposizione rispetto al nuovo cartello nell’assemblea costituente, convinti nel continuare la loro opera in chiave repubblicana. I maoisti hanno definito ”vecchia e innaturale” la nuova alleanza, criticandola rispetto alla voglia di cambiamento espressa dal popolo nepalese con la loro massiccia elezione lo scorso aprile. Determinanti, per la vittoria di Yadav, i voti raggranellati dal partito del Congresso tra i piccoli partiti nepalesi. Yadav, 60 anni, medico originario delle regioni del sud, diviene così il primo uomo del popolo, non figlio di dei come erano i monarchi, ad essere capo di stato del Nepal. La sua elezione e’ avvenuta 56 giorni dopo la dichiarazione ufficiale della fine della monarchia in Nepal. L’affermazione di Yadav, come quella del madhese Jha, fa intendere la volonta’ politica di iniziare un discorso di autonomia per le regioni del sud del paese, in particolare della pianura del Terai.

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