136 morti in una settimana in Pakistan

Sono circa 140 le vittime degli scontri di una settimana tra esercito e ribelli, soprattutto talebani, nella regione frontaliera pachistana dello SWAT, ai confini con l’Afghanistan. Lo ha reso noto oggi il brigadiere Zia Anjum Bodla, capo dell’esercito nella zona. Secondo il comandante, 94 talebani, 14 militari e 28 civili sono morti in una settimana di combattimenti, nonostante sia da maggio in vigore una tregua sul posto. Tra le vittime militari annunciate dal comandante Bodla, anche tre tra funzionari e agenti dell’ISI, il servizio segreto pachistano. La regione, che negli ultimi anni ha visto una nutrita immigrazione dall’Afghanistan, e’ a maggioranza talebana. Gli immigrati scappati dalla guerra afghana hanno trovato aiuti e appoggi nell’area che contesta la politica filoamericana di Islamabad. Cosi’ nella zona nord orientale del paese, nelle diverse ”agenzie” (le mini province della regione NWFP, North West Frontier Province), e’ da oltre un anno scoppiata una feroce insurrezione fomentata dai fondamentalisti talebani contro il governo centrale pachistano. Scopo della rivolta talebana, e’ di instaurare la sharia, la legge islamica nell’area. Tra i capi della rivolta, che ha nell’agenzia dello Swat uno dei punti piu’ caldi, c’e’ anche Baitullah Mehsud, il leader talebano accusato di essere il mandante dell’omicidio dell’ex primo ministro Benazir Bhutto. Nello scorso mese di maggio, Mehsud ed altri capi talebani chiesero ed ottennero un cessate il fuoco con il governo centrale, in cambio del ritiro graduale delle truppe che avrebbero dovuto lasciare il controllo dell’area ai locali, e l’instaurazione di un sistema giuridico islamico. Ma con l’inizio della stagione estiva (lo Swat e l’area limitrofa sono meta di turisti locali d’estate) sono ripresi i combattimenti, nei quali i militanti hanno annunciato di aver ucciso 45 militari, bilancio smentito dal governo. I talebani attaccano postazioni militari e si scagliano anche contro quelli che ritengono espressioni dell’occidente. In particolare il gruppo talebano guidato dal Maulana Fazlullah, ha preso di mira alcune scuole femminile, incendiandone una decina. Per tentare di porre rimedio agli scontri, Islamabad ha deciso il coprifuoco nella zona, ripetutamente violato. Anche l’invio di ulteriori truppe e’ stato vano. I militanti sono ben armati e riescono a trovare appoggi, anche con la forza, nella popolazione locale. La strategia dei militanti prevede anche l’utilizzo di kamikaze che, soprattutto alla fine dello scorso anno, si sono scagliati contro esponenti politici pachistani. Sono centinaia le famiglie della zona, in particolare delle citta’ dello Swat che stanno scappando per rifugiarsi in aree piu’ sicure, e sta cominciando l’emergenza profughi. Oltre che nella zona settentrionale, gli scontri tra i militanti e l’esercito si stanno intensificando in tutta l’area frontaliera con l’Afghanistan, anche nella parte meridionale, in particolare nella regione del Sud Waziristan.

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