Impeachment per Musharraf, i partiti decidono di si

I partiti di maggioranza nel parlamento in Pakistan hanno deciso di cominciare le pratiche per l’impeachment contro il presidente Pervez Musharraf. La decisione, nell’aria da qualche giorno, e’ stata ufficializzata oggi a Islamabad in una conferenza stampa presieduta da Asif Ali Zardari, vedovo di Benazir Bhutto e copresidente del Partito del Popolo Pachistano, alla presenza dell’alleato Nawaz Sharif, ex primo ministro e leader della lega Pachistana Musulmana-N, e degli altri alleati nel fronte anti Musharraf. ”E’ diventato imperativo l’impeachment per il Presidente Musharraf”, ha detto Zardari ai giornalisti riuniti a casa sua. Secondo il vedovo di Benazir, che ha letto l’atto di accusa contro il presidente scritto insieme agli alleati dopo tre giorni di intense discussioni, il presidente avrebbe ”agito in maniera extra costituzionale, e’ responsabile dell’impasse economica del paese, ha minato la transizione democratica del paese”. Zardari ha assicurato che il passo successivo all’impeachment, sara’ quello di rimettere ai loro posti i giudici rimossi oltre un anno fa da Musharraf. Proprio sul reintegro dei giudici la coalizione di governo si e’ rotta lo scorso maggio. nove ministri fedeli a Sharif hanno lasciato l’esecutivo per protestare contro il rinvio del reintegro dei giudici da parte del partito di Zardari. Lo stesso motivo, ha portato ad uno stallo nelle discussioni di questi giorni durante i quali Sharif ha abbandonato piu’ volte il tavolo, accusando il PPP di non voler agire contro Musharraf. Zardari ha anche promesso di ristabilire la Costituzione cosi’ come era prima delle modifiche fatte da Musharraf il 3 novembre scorso. Fra queste modifiche, ce ne sta una che potrebbe salvare il presidente. Musharraf infatti, si affretto’ ad emanare un emendamento dando poteri al presidente di sciogliere il parlamento per sicurezza nazionale. Una ipotesi che gli analisti pachistani ritengono molto probabile ma che Zardari e Sharif hanno rigettato, affermando che ”se lo dovesse fare, sarebbe l’ultimo verdetto contro il popolo, contro il mandato del popolo e contro il Pakistan”. Gli avversari di Musharraf accusano il presidente di non essersi mai presentato in Parlamento per un voto di fiducia, non rispettando un dettame costituzionale. I leader di maggioranza hanno fatto intendere che il Parlamento potrebbe riunirsi gia’ lunedi’ per decidere su Musharraf. La prima azione sara’ chiedere il voto di fiducia, al quale seguira’ poi la procedura di impeachment. Per approvare l’impeachment e cacciare Musharraf, secondo la costituzione pachistana, ci vogliono i due terzi del parlamento. Zardari assicura di avere piu’ del 90% dei consensi dei parlamentari. Musharraf, che non ha ancora commentato la notizia ha trascorso il pomeriggio e la serata in riunione con esperti costituzionali e alleati per trovare una via d’uscita. Tre le strade: oltre ad accettare l’impeachment e andare alla conta dei parlamentari, il presidente potrebbe dimettersi o sciogliere le camere. Al momento, stando a quanto riportato da un parlamentare vicino a Musharraf, il presidente non si vuole dimettere e andra’ incontro all’impeachment, puntando sulla conta dei parlamentari. Secondo alcuni osservatori, Musharraf ritiene di poter tirare a se qualche voto. Intanto ha deciso di non partecipare alla cerimonia di inaugurazione delle olimpiadi, dove sara’ presente il primo ministro Gilani.

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