In discussione l’impeachment per Musharraf

Musharraff deve essere cacciato perche’ si e’ indebitamente appropriato di una ingente somma di denaro concessa dagli americani come supporto alla lotta al terrorismo. Questa una delle accuse piu’ gravi rivolte al Presidente Pakistano per le quali l’Assemblea Nazionale del Pakistan si e’ riunita stasera per finalizzare la procedura di impeachment. Musharraff e’ accusato di aver violato la Costituzione e di aver tenuto una cattiva condotta nei confronti della Nazione, conducendola al disastro economico. La coalizione di maggioranza, guidata dal PPP, il partito dell’ex primo Ministro Benazir Bhutto, uccisa lo scorso mese di dicembre, ha bisogno del supporto di almeno 295 dei 442 membri della camera per poter iniziare la procedura che dovrebbe servire a mandare a breve a casa Musharaff. Al momento i voti certi su cui puo’ contare sembrano essere 250. Non tutti i giochi sembrano dunque essere fatti e Musharraff pare convinto di avere ancora qualche asso nella manica. La Lega Pakistana Musulmana ha deciso di dare il suo supporto al Presidente se questi dovra’ difendersi in caso di impeachment. Asif Ali Zardari, vedovo della Bhutto e attuale presidente del PPP, principale promotore della causa anti-Musharraff, e’ convinto che ormai non ci sia altra via all’impeachment, soprattutto dopo i continui rifiuti del Presidente pakistano di dimettersi spontaneamente per evitare l’umiliazione di una destituzione ufficiale, la prima, se verra’ confermata, a verificarsi nella storia del Pakistan. Le accuse rivolte dalla coalizione di maggioranza a Musharraff, che verranno specificate nei prossimi giorni in un dossier che potrebbe, secondo fonti ufficiali, essere piu’ lungo di 100 pagine, sono molto gravi.

”Il nostro grande vecchio Musharraff non potra’ far passare sotto silenzio il miliardo di dollari all’anno che gli americani hanno dato al Paese come sostegno all’esercito – ha dichiarato Zardari in un intervista al Sunday Times – l’esercito ha avuto solo 250-300 milioni, ma dov’e’ finito il resto? Stiamo parlando di 700 milioni di dollari all’anno che mancano. Somma che e’ stata presa da Musharraff per altri scopi e che noi dobbiamo scoprire quali sono”. Zardari accusa Musharraff anche di aver fomentato il conflitto nel Baluchistan e nelle zone tribali e di non aver mai agito nell’interesse del Paese.

”Si tratta di accuse false, non c’e’ nulla di vero, perche’ Musharraff dovrebbe dimettersi?” ha replicato Rashid Qureshi, il portavoce del Presidente. Dopo una riunione con i suoi sostenitori, Musharraff ha fatto sapere che non intende dimettersi perche’ e’ innocente e che dimostrera’ dinanzi alla nazione la infondatezza delle accuse rivoltegli.

In base alla procedura prevista dalla Costituzione, per poter avviare l’impeachment contro Musharraff occorre il 50% dei voti in Senato o nell’Assemblea Costituente. Una volta votato l’impeachment, Musharraff avra’ tre giorni per difendersi. Non prima di sette giorni e non oltre 14 giorni una Commissione congiunta del Senato e dell’Assemblea dovra’ poi riunirsi per investigare sulle accuse.

Se la Commissione congiunta si pronuncera’ contro Musharraff decretandone la colpevolezza, occorreranno, infine, i due terzi dei voti favorevoli in entrambe le camere del Parlamento per poter completare la complessa procedura e arrivare alla destituzione del Presidente.

Scartata (almeno sinora) l’ipotesi delle dimissioni, non e’ ancora chiaro quale sara’ la via prescelta da Musharraff, se (come vorrebbero i suoi sostenitori) scegliera’ di contestare l’impeachment in Parlamento, tentando di dimostrare la sua innocenza, o se invece decidera’ di sciogliere le Camere. La situazione nel Paese appare molto incerta e tesa, anche dopo che si e’ diffusa la notizia del video lanciato dal numero due di Al Qaida, Al Zawahiri (secondo quanto reso noto dalla societa’ di intelligence IntelCenter) che ha invitato il Pakistan alla guerra santa, lamentando la scelta del governo di vicinanza agli americani e chiedendo alla popolazione di sostenerlo.

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