Zardari smorza i toni con gli USA

Asif Ali Zardari, candidato alla presidenza e con ogni probabilita’ prossimo capo di Stato pachistano, smorza un po’ i toni con gli Stati Uniti, dopo le furiose polemiche seguite in Pakistan all’operazione militare che ha visto un commando statunitense entrare in territorio pachistano e uccidere 20 persone nel tentativo di colpire obiettivi legati ad Al Qaida. Ieri il premier Gilani aveva invocato la sovranita’ del Pakistan, e il sottosegretario agli esteri pachistano aveva chiamato l’ambasciatrice americana a Islamabad esprimendo la protesta del suo governo. Oggi e’ stata la volta del ministero degli esteri, Shah Mahmood Qureshi, che dinanzi al parlamento pachistano ha avuto parole di fuoco nel condannare l’operazione. Zardari e’ stato piu’ cauto. Forse per accreditarsi nei confronti degli americani come interlocutore affidabile nella lotta al terrorismo, almeno al pari di Musharraf, ma soprattutto per non perdere gli ingenti finanziamenti americani al Pakistan per combattere il terrorismo interno e quello legato ad Al Qaida, il vedovo di Benazir Bhutto ha abbassato il tiro. Zardari ha scritto su un giornale straniero che il suo paese ”continuera’ a sostenere gli Usa e gli altri alleati nella guerra al terrore”, ribadendo l’impegno a continuare le operazioni contro i taleban soprattutto nel nord ovest del paese ai confini con l’Afghanistan. A due giorni dalle elezioni che dovrebbero vederlo succedere a Musharraf, Asif Ali Zardari cerca cosi’ di riacquistare un’immagine rovinata da un pessimo curriculum, e mentre si registra una escalation di attentati terroristici in tutto il paese, nel nord ovest in particolare. Proprio sulla lotta al terrorismo interno si gioca una delle battaglie piu’ grosse per Zardari. Per dare un segnale forte alla Provincia del Nord Ovest, la turbolenta regione lungo il confine afghano, domani giurera’ il presidente della corte suprema di Peshawar, il giudice Tariq Pervez, che fu deposto da Musharraf nel novembre 2007 quando decreto’ lo stato d’emergenza. In quella occasione il giudice, insieme ad altri, si rifiuto’ di giurare e fu rimosso. Tariq Pervez e’ il primo dei giudici rimossi da Musharraf a essere reintegrato ed e’ sintomatico che si tratti proprio del capo dei giudici della provincia piu’ interessata dal terrorismo dei taleban e settario, che negli ultimi tempi ha causato centinaia di morti. Dalla stessa regione sarebbero partiti anche gli attentatori che ieri hanno sparato contro l’auto in cui avrebbe dovuto trovarsi il premier Gilani, il quale, avvisato in anticipo dai servizi segreti, ha cambiato i suoi piani. Sull’episodio numerosi sono gli interrogativi: se e’ plausibile che i servizi segreti sapessero della possibilita’ di un attentato, ci si e’ chiesto come gli attentatori potessero sapere esattamente in quale macchina del convoglio si sarebbe dovuto trovare il primo ministro, tanto da colpire solo quella. Ad alcuni osservatori pachistani, l’attentato di ieri e’ parso un avvertimento dei taleban al nuovo governo. Ad altri, invece, un segnale giunto dalle torbide acque in cui si muovono gli agenti dell’ISI, il servizio segreto pachistano, indicato da piu’ parti, anche da Paesi stranieri come l’India, piu’ vicino ai terroristi che alla legge.

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