Ex operai licenziati uccidono il capo, e il ministro del lavoro da ragione a loro

Il governo indiano difende gli ex operai della Graziano Trasmissioni che hanno linciato, uccidendolo, il presidente della filiale indiana dell’azienda italiana. Il ministro del lavoro, Oscar Fernandes, ha detto che ”scontentare i lavoratori a lungo” e’ la ragione principale dietro l’uccisione di LK Chaudhry, il presidente della Graziano Trasmissioni India PVT, ucciso con spranghe dai lavoratori licenziati a giugno. Secondo Fernandes, ”questo deve servire da lezione ai vari managements. I lavoratori devono essere trattati con compassione”. Per il ministro del lavoro indiano, che ha parlato alla stampa, ”i lavoratori non non dovrebbero essere spinti cosi’ a lungo da ricorrere a qualunque cosa come successo a Noida”. Il ministro Fernandes punta il dito anche sull’uso di lavoratori con contratti atipici, facendo notare che il numero dei lavoratori organizzati e’ sceso dal 7% al 6%. Per domani e’ prevista a Greater Noida, presso la fabbrica della Graziano Trasmissioni, la visita di Oscar Fernandes. L’uccisione del presidente Chaudhry e’ stata invece condannata senza riserve dal mondo imprenditoriale indiano. Secondo Salil Singhal, il presidente dell’area nord della Confederation of Indian Industry, la Confindustria indiana, ”queste istanze di violenza non posso essere una soluzione ai problemi e non devono essere tollerate”. Dello stesso parere anche la Federation of Indian Chambers of Commerce and Industry (FICCI), che  in un comunicato denuncia come questo tipo di azioni ”non fanno alto che infangare l’immagine dell’India tra gli investitori stranieri in un momento nel quale l’India sta facendo tutti gli sforzi per dare di se una immagine di paese facile dal punto di vista dell’ambiente di lavoro e per gli invetsimenti”.

La polizia indiana ha fermato 136 persone dopo l’assalto alla fabbrica dell’azienda italiana Graziano Trasmissioni in India. La polizia di Noida, la città dell’Uttar Pradesh considerata un sobborgo della capitale indiana, ha arrestato, tra gli altri, 13 persone con l’accusa di omicidio e 63 per disordini. Nell’assalto, è rimasto ucciso il direttore della fabbrica e presidente della Graziano Trasmissioni India PVT, Lalit Chaudhary, colpito a morte dai dipendenti inferociti. Ferma la reazione da parte della Graziano Trasmissioni, l’azienda italiana partner della tedesca Oerlikon, leader nel settore della produzione di parti meccaniche per automobili. Il presidente del segmento Drive System, Marcello Lamberto, in un comunicato ha condannato l’episodio, si è detto vicino alla famiglia di Chaudhry e degli altri dipendenti che sono stati feriti, definendo l’attacco alla fabbrica “un atto criminale”. Anche l’ambasciata italiana a New Delhi in un comunicato ha condannato l’episodio auspicando che le autorità giudiziarie indiane puniscano “gli autori di questi crimini” e si appella alle autorità indiane affinché “assicurino che questi tragici eventi non si ripetano e che le dispute industriali vengano risolte senza violenze”. Oltre 200 ex dipendenti della Graziano, che a giugno erano stati licenziati, stamattina erano stati riconvocati in azienda per discutere della loro situazione. Alcuni di loro erano stati licenziati per la chiusura di linee, altri per aver creato danni nell’azienda manifestando contro i licenziamenti. L’azienda ottenne dal tribunale che questi dipendenti non si avvicinassero alla fabbrica a meno di 300 metri. Nonostante l’ordine della magistratura, gli ex dipendenti hanno bloccato i lavori stamattina facendo uscire gli altri operai e si sono scagliati contro la struttura, nonostante il tentativo di fermarli da parte della security della fabbrica. Cinque tecnici italiani in visita, sono rimasti chiusi dentro e non hanno avuto problemi. Chaudhry, per tentare di portare la calma si è avvicinato ai rivoltosi, ma è stato linciato e ucciso con spranghe e martelli. La polizia è arrivata solo dopo molto tempo.

Annunci

8 commenti

Archiviato in Vita indiana

8 risposte a “Ex operai licenziati uccidono il capo, e il ministro del lavoro da ragione a loro

  1. Alessandro

    E dire che il LK Chaudhry era sceso per parlare con i manifestanti e cercarli di farli ragionare.

    A detta di Roberto, mio amico, che lavora per CNH che acquista componenti dalla Graziano, la situazione dei lavoratori non era idilliaca, ma che il ministro Fernandes giustifichi un uccisione mi sembra il colmo. La mia ignoranza sui diritti dei lavoratori in India non mi fa esprimere altri pareri
    ma penso che se Fernandes al posto di parlare senza far affluire sangue al cervello, facesse qualcosa in tal senso sarebbe meglio….forse non conviene a nessuno fare qualcosa…..

    Facciamo Fernandes responsabile della Graziano e vediamo se continua a dire queste cose…….

    Un saluto

  2. Nello

    Caro Alessandro, che la situazione non fosse idilliaca, sia io che i colleghi lo abbiamo scritto. posso anche compenetrarmi con la delusione e il dolore delle famiglie di coloro che hanno perso il lavoro. Ma l’omicidio è inaccettabile e concordo con te che quello che ha detto Fernandes è da censurare. Fortunatamente tutto il mondo imprenditoriale indiano ha criticato quello che lui ha detto. La cosa, anche se in maniera minore, mi fa ben sperare.

  3. Marchino

    nella mia azienda Indiana con sede anche a Milano, c’è una situazione rovesciata,
    siamo noi Italiani che rischiamo il licenziamento e gli indiani che sono mal visti……
    per la frase “questo deve servire da lezione ai vari managements” se lo faccio anch’io nella mia azienda da esempio e capro espiatorio, otteniamo anche aumenti di stipendio (è un eufemismo… )….
    comunque pazzesco….Se in America, che hanno un sistema di lavoro più instabile, pensassero ad una cosa del genere, ci sarebbe la guerra ….

  4. Nello, questo è davvero un mondo di pazzi scatenati!!!!!!!!

  5. Enrico

    Questa non è che la risposta di disperati trattati da disperati. Non si pùò pensare di andare in paesi come l’India, trattare i lavoratori non come persone, ma come mezzi per produrre al minor costo possibile e pretendere che abbiano una produttività pari a quella occidentale, poi quando essi fanno rivendicazioni salariali li si licenzia…..Questo non giustifica un assassinio, ma è una causa. In Occidente sarebbe inconcepibile, ma l’India non è l’Occidente!

  6. Nello

    Caro Enrico, ti assicuro che le condizioni di lavoro di questi non erano come tu credi, ma erano al pari di colleghi delle imprese occidentali. Ti dirò che proprio grazie alle imprese occidentali la qualità della vita per gli operai indiani è migliorata. Tra questi, c’è la fila ad essere assunti tra gli occidentali perchè sono quelli che hanno le paghe migliori, i diritti migliori, le facilitazioni migliori. E non solo nell’industria. Pensa che una collaboratrice domestica che lavora dagli occidentali prende da almeno il doppio fino a 5-6 volte lo stipendio che prende da un indiano. Non è questione di nazionalità del datore di lavoro, ma di mentalità. E quella degl indiani non cambia. Con qualsiasi imprenditore straniero tu parli, non queli che vengono ogni tanto, anche se da anni, in India, ti diranno che tratare con gli indiani, a tutti i livelli è davvero difficile. Dopo il boom degli anni scorsi, molte aziende straniere, stanno decidendo di chiudere in India. Certo, il costo del lavoro è inferiore che da noi, ma è solo quello. Le case costano molto di più. L’azienda non può essere nominalmente tua ma deve essere indiana di indiani. Portare avanti una trattativa di lavoro su un ordine in India è una tra le cose più difficili al mondo. Quando hai avuto il lavoro non hai molte garanzie e stare appresso ai tempi e agli umori dei committenti non è semplice. Ti ribadisco che queste non sono mie idee, ma segnalazioni che ricevo quotidianamente. Dallo scorso fine settimana ho sentito già di tre aziende italiane, due delle quali molto grosse a livello di multinazionali, che chiudono i loro uffici indiani.
    Ciao e grazie,
    nello

  7. mao

    sono stufo,sono della graziano t. cascine vica,la gt da lavoro in vari paesi,per me sbagliati,perchè anche sè il costo lavoro è piu’ basso,anche la qualita’ è bassa,tolgono lavoro hai connazionali,per me devono ringraziare che la GT rimanga in india.
    altro che licenziamenti.
    pagati è riveriti con il massimo che la loro politica prevede.
    vedremo

  8. Giuseppe

    Padrone avvisato … mezzo salvato.
    Non si giustifica mai un omicidio, ma anche i suicidi di lavoratori indotti dalla perdita del lavoro sono omicidi , e neppure queti sono giustificabili anche se restano sempre impuniti.
    E’ ora che i “padroni” comincino a vergognarsi e se qualcuno paga per tutti, come questo sfortunato dirigente, non sia un martire, ma un monito.
    Chi dice che così è una guerra non capisce che ha detto una grande verità, solo che a scatenarla non siamo noi lavoratori.
    La lotta di classe noi non la facciamo più da molti anni, ma i padroni non hano mai smesso.
    E da anni seminano vento… non si lamentino se poi viene la tempesta. Quando la giustizia sociale manca, quando gli stati, i sindacati, le regole sono violentati e uccisi dalle multinazionali, allora la giustizia diventa sommaria e purtroppo non guarda in faccia nessuno. Al male estremo dello sfruttamento globale … estremi rimedi che non vorremmo mai vedere ma che saranno sempre più frequenti se la sporca finanza non allenta la sua morsa al collo del mondo.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...