Sulla gentilezza

Faccio una piccola divagazione dai temi di solito trattati in quetso blog. Mi trovo a Bruxelles a seguire, come sempre, il consiglio europeo. All’ingresso del Justus Llipsus, il palazzo sede del Consiglio, dove si tengono le riunioni, da qualche anno è stata piazzata la sala stampa principale, dopo i controlli di sicurezza. In questa sala, centinaia di giornalisti sono seduti ai tavoli a lavorare. Qualche minuto fa è entrato un giovanissimo giornalista italiano, stagista qui a Bruxelles per una importante agenzia di stampa. Il ragazzo è cieco. L’ho visto girovagare nella sala con il suo bastone, mentre cercava di capire dove andare. Nonostante le centinaia di giornalisti da tutta Europa e dal resto del mondo presenti, nessuno si è alzato ad aiutarlo. Sono schizzato dalla mia scrivania, posta dietro i controlli di sicurezza e sono andato ad aiutarlo. Ma un suo collega lo aveva già preso, fortunatamente, in consegna. La cosa che mi ha lasciato pensare, oltre al fatto che nessuno si sia alzato per aiutarlo, è stato che le uniche due che lo abbiano fatto, io e una ragazza della sicurezza (entrambi lontani da lui) siamo tutti e due italiani, del sud del paese. Sarà un caso?

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6 commenti

Archiviato in Diario indonapoletano

6 risposte a “Sulla gentilezza

  1. Zimo

    Anche un ex torinese (ora romano) si sarebbe alzato.

  2. giulia

    ciao nello, ne approfitto della tua gentilezza allora 😉
    Sono alla ricerca disperata di riviste cartacee/on line che parlino dell’aspetto economico/geopolitico del continente asiatico, in principal modo India e Cina. Tu puoi suggerirmi qualcosa? Si tratta del mio lavoro: mi occupo di una biblioteca di una business school italiana e devo allargare gli orizzonti dell’emeroteca a est!!!
    grazie mille per l’aiuto
    giulia

  3. Marina Signifredi

    Non so se è un caso. Forse no. Sono convinta che la forza degli italiani stia nel cuore. Nel cuore, nello spirito di solidarietà, nell’emotività facile, anche… La forza e la ricchezza. A meno che non si sia leghisti… ma in quel caso non siamo sicuri che si parli di italiani. Che dire del Sud? Due degli uomini che ho amato erano napoletani…

  4. Marchino

    Immagino che gli Europei vedano gli Italiani come un popolo indisciplinato, considerati anche
    “i terroni” d’Europa ma umanamente e nei sentimenti siamo i più sensibili, i migliori ;
    devo dire soprattutto al sud d’Italia dove sono anche molto ospitali ed estroversi di carattere…
    Ogni paese comunque ha le sue, ad esempio: i Francesi sono troppo nazionalisti,
    i Deteschi sono troppo inquadrati, gli Svizzeri sono troppo precisi ecc…

  5. mimmo torrese

    caro Marchino ti invito a non cadere nella trappola degli stereotipi. Perchè se è vero quello che dici, e anche vero che da noi al sud esistono delle feroci organizzazioni delinquenziali. Come è vero che non tutti i napoletani sono ladri e truffatori. Ho sempre pensato che non siamo tutti uguali,al di là dell’appartenenza, e il racconto di un sopravvissuto al massacro di S.Anna di Stazzena mi ha dato questa conferma. Quest’uomo che all’epoca dei fatti era un bambino, deve la sua salvezza a un ufficiale tedesco che gli fece cenno di scappare, durante i rastrellamenti.

  6. marchino

    Ciao Mimmo, mi fido della tua maggior esperienza
    grazie del consiglio, sicuramente hai ragione..
    ciao…

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