L’emozione della musica

Non c’è che dire. Ci sono cose nella vita che non possono non destare emozioni. Una di queste è la musica classica. In questi giorni sono molto preso. Il 3 e 4 di novembre dovrò cantare con il mio coro il Requiem di Mozart. Il 6, il 9 e il 10 invece canto nel coro de La Traviata. Oggi abbiamo avuto le prove di entrambi. Il Requiem fila, il coro è buono anche s enon perfetto, il maestro venuto dalla Francia è bravo. La Traviata,  messa in scena da una compagnia italiana, l’Opera in Piccolo di Palermo, un ottimo gruppo di ottimi professionisti. La loro idea è geniale: riscrivono le opere per presentarle ad un pubblico non proprio avvezzo, come quello indiano. Così la Traviata che metteremo in scena parte dalla morte di Violetta, dai ricordi della quale si ripercorre l’opera attraverso le arie e i pezzi più belli e conosciuti. L’opera viene realizzata in collaborazione con una fondazione indo-francese, la Neemrana Foundation, che, dal punto di vista organizzativo, è molto indiana. E ho detto tutto. Gli italiani sono arrivati con orchestra, baritono che fa Giorgio Germont, direttore d’orchestra, regista, scenografo. Violetta, Alfredo sono stati messi a disposizione dalla Neemrana. Violetta è franco-indiana, carina, voce buona può andare. Alfredo? un francese. no comment. Oggi abbiamo fatto la prima prova scenica con il regista. Nonostante si trattasse di una prova, mi sono venuti i brividi. La storia, il canto, le interpretazioni. Soprattutto il baritono mi ha emozionato molto. Guardavo il direttore d’orchestra, un simpaticissimo palermitano, e mi rivedevo, quando da piccolo mettevo sul piatto del vecchio grunding i dischi delle opere liriche che collezionava mio padre, e mi mettevo a dirigere con la matita. Ma come non ci si può commuovere dinanzi alla morte di Violetta? O nell’ascoltare Amami Alfredo, Parigi o cara?. A volte penso che veramente basta poco per essere migliori. Abbiamo già tutto. Dovremmo riscoprire l’arte, la bellezza, la gentilezza. Per questo mi sono buttato nell’avventura di Fuoco su di Me, per questo amo la musica classica. Una emozione continua. Spero che sia lo stesso anche per voi. E, soprattutto, spero che anche gli indiani, che non conoscono e apprezzano molto l’opera, la musica classica così come la intendiamo noi, possano trovare giovamento dalle esecuzioni.

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3 commenti

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3 risposte a “L’emozione della musica

  1. mimmo torrese

    Sulla genialità dell’operazione, scusami, ma non mi trovi daccordo. Un’opera lirica è un’opera lirica, e non può subire modifiche da parte di nessuno. Ammetto una regia, ma non lo strovolgimento completo. Del resto, durante la mia adolescenza in occasione delle Settimane di Teatro Laboratorio ho fatto scorpacciate di rappresentazioni indonesiane, di attori dell’isola di bali e di altri posti esotici. Erano tutti in lingua originale e con eventi scenici legati alla loro cultura. Non veniva modificato niente eppure nessuno di noi si lamentava. Prima della rappresentazione ci distribuivano delle note che ci aiutavano a capire.
    Comunque in bocca al lupo!

  2. Pingback: A' livella » Orientalia4All

  3. Nello

    Mimmo, ma ti rendi conto che qui la devono venire a vedere gli indiani che non sanno neanche che è la musica classica? dopo un paio di minuti di qualsiasi cosa già parlano al cellulare ad alta voce, figurati dopo tre ore di traviata…

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