Il Congresso stravince le elezioni, affonda il BJP

Il Partito del Congresso vince e si assicura il governo in alcuni stati chiave dell’ India. È festa stasera nel quartier generale del partito di Sonia Gandhi. Nonostante i timori degli ultimi giorni, legati in buona parte all’incertezza seguita ai tragici fatti di Mumbai, il partito attualmente al governo sta registrando una nuova vittoria, consolidando vecchie posizioni e conquistandone nuove. Stando ai risultati resi noti finora dalla Commissione elettorale indiana, il partito del Congresso si riconferma a guidare lo Stato di Delhi, con 42 seggi contro i 23 del BJP e, cosa ancor più rilevante, prevale anche nello stato del Rajasthan, nell’India nord occidentale, storicamente governato dalla destra nazionalista del Bharathya Janata Party (BJP) Qui il Congresso ha conquistato 96 seggi contro i 78 del partito antagonista. Sonia Gandhi e i suoi si sono assicurati poi anche il piccolo stato del Mizoram, nella contestata e travagliata area del nord est, finora governato da un partito regionale, il Mizo National Front. Al BJP dovrebbero andare invece (anche se qui i risultati non sono ancora definitivi) gli Stati del Madhya Pradesh, nell’India centrale, e del Chhastisgarh, nel nord est. Particolarmente soddisfacente per il Congresso il risultato ottenuto a Delhi, dove Sheila Dixit è stata riconfermata, per la terza volta consecutiva, Primo Ministro dello Stato. “Questo è l’inizio del declino del BJP – ha dichiarato il portavoce del partito del Congresso, Veerappa Moily”. Il presidente del BJP, Rajnath Singh, ammettendo la sconfitta del suo partito a Delhi, si è detto “sconcertato, perchè – ha dichiarato – pensavamo di vincere”. Per Sheila Dixit, il BJP ha sbagliato strategia, “cercando di giocare la carta del terrore, ma la gente ha dato una risposta adeguata”. In effetti, soprattutto nell’immediatezza dei fatti di Mumbai, e in prossimità delle elezioni in Rajasthan e a Delhi, il BJP aveva condotto una campagna anti-Congresso, affermando che il partito di governo non era stato capace di proteggere il paese, garantendone la sicurezza. La campagna del BJP era stata avvalorata anche da una serie di proteste di piazza. Dopo gli attentati di Mumbai, infatti, centinaia di migliaia di persone avevano partecipato a manifestazioni di protesta contro il governo, accusandolo di essere responsabile della mancanza di sicurezza nel paese. Lo stesso Congresso aveva temuto le ripercussioni politiche che una tale situazione di incertezza avrebbe potuto provocare. Preoccupazioni, a quanto pare, smentite dai fatti. E mentre dunque il nuovo quadro politico si va delineando, si attendono ora i risultati delle elezioni in un altro stato chiave, quello del Jammu e Kashmir, che saranno però disponibili solo verso la fine di dicembre. Intanto l’avanzata dell’attuale partito al governo e i risultati non brillanti del partito nazionalista indù BJP potrebbero spingere il governo verso la decisione, già in passato ventilata, di anticipare le elezioni generali, previste per maggio, al prossimo mese di febbraio.

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