Il Nepal caccia soldati colpevoli di abusi

L’esercito del Nepal ha interdetto 175 militari dalla partecipazione a missioni di pace per conto delle Nazioni unite, a causa degli abusi da essi commessi durante la guerra civile che per dieci anni ha insanguinato il paese asiatico. A renderlo noto, mercoledì, è stato un generale dell’esercito nepalese. Alcune associazioni a tutela dei diritti umani hanno accusato le truppe governative di violenze come: omicidio, sequestro di persona, rapimento e stupro, durante il conflitto nel quale, secondo le stime, sono state uccise 13 mila persone. Le Nazioni unite hanno esortato il Nepal a non mandare soldati colpevoli di questo tipo di abusi a partecipare ad operazioni di pace. “Sono inadatti per missioni Onu” ha precisato il portavoce dell’esercito generale di brigata Ramindra Chhetri. Il Nepal negli ultimi 50 anni ha contribuito con 60 mila soldati a 40 missioni delle Nazioni unite nel mondo, incluse Haiti, Congo e Burundi. Anche i ribelli maoisti che combattevano contro l’esercito regolare durante la guerra civile, che si concluse nel 2006 con un accordo pace, sono accusati degli stessi abusi.

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