Spirano forti venti di guerra tra India e Pakistan

I venti di guerra che spirano sempre piu’ forti tra India e Pakistan, ad un mese esatto dagli attentati di Mumbai, stanno spingendo truppe pachistane verso il confine indiano. Questo mentre l’India invita i suoi cittadini a non recarsi in Pakistan perche’ non sicuro e il primo ministro Singh chiama a rapporto lo stato maggiore della difesa per essere aggiornato sulla situazione. In verita’ questi incontri tra i responsabili della difesa e il capo del governo indiano sono di routine, ma nell’ultimo mese sono aumentati e oggi, con lo spostamento delle truppe pachistane, assumono un significato diverso. Fonti di stampa pachistane, confermate da esponenti dell’esercito che sono rimasti anonimi, hanno riferito di oltre 20000 soldati gia’ dispiegati al confine indiano. Molti di questi provengono dalla zona occidentale, dai confini con l’Afghanistan, dove da mesi l’esercito di Islamabad combatte contro terroristi talebani ed estremisti indipendentisti. Testimoni delle zone frontaliere occidentali hanno riferito di oltre 40 camion militari con truppe che dal confine afghano si stanno spostando verso quello indiano. Anche gli abitanti civili delle zone frontaliere con l’India, soprattutto in Punjab e in Kasmhir, sono stati informati di un possibile degenerarsi dei rapporti. Secondo quanto Ghulam Rasool Nagra, esponente della difesa pachistana ha detto al giornale pachistano Dawn, il suo ufficio ha lanciato una campagna informativa per ”preparare il popolo all’auto-difesa e alla risposta in una situazione di emergenza, in considerazione della minaccia di una possibile aggressione indiana”. Il Pakistan ha annunciato oggi di aver cancellato tutte le licenze ai militari e di aver messo in stato di allerta soprattutto l’aviazione, dopo che il 13 dicembre dei jet indiani violarono lo spazio aereo pachistano a Lahore. La notizia della violazione e’ stata poi smentita dall’India. Come e’ stata smentita da New Delhi la notizia rimbalzata da Islamabad che l’esercito indiano ha dispiegato truppe lungo il confine con il Pakistan. I due governi continuano a dire di non volere la guerra, ma intanto prendono precauzioni. Delhi ha avvisato i suoi cittadini che non e’ sicuro andare in Pakistan. Lo ha fatto dopo che quattro indiani sono stati arrestati dai pachistani perche’ ritenuti responsabili dell’attentato che due giorni fa ha causato la morte di una donna. La stampa sia indiana che pachistana parla di ”diversi” arresti di cittadini indiani a seguito dell’attentato, anche se la polizia pachistana ha confermato il fermo di quattro persone. L’India continua la azione diplomatica per convincere la comunita’ internazionale a premere sul Pakistan chiedendo maggiori interventi. Oggi il ministro degli esteri indiano Pranab Mukherjee ha incontrato oggi il principe Saud Al-Faisal, ministro degli esteri dell’Arabia Saudita, al quale ha fornito le prove del coinvolgimento del Pakistan nell’attentato che a Mumbai, giusto un mese fa, ha fatto 170 morti. Oltre all’Arabia, il cui ministro degli esteri ha detto oggi che ”il terrorismo e’ un cancro che deve essere tagliato”, anche gli USA e l’Inghilterra si stanno impegnando ad abbassare le tensioni fra i due vicini nucleari. E nel gioco diplomatico ha fatto il suo ingresso un attore importante, la Cina. Il ministro degli esteri di Pechino, Yang Jiechi, negli ultimi due giorni ha chiamato ripetutamente sia Islamabad, suo storico alleato, che New Delhi. Secondo fonti ufficiali diplomatiche indiane, Yang ha proposto un incontro congiunto con India e Pakistan per discutere delle tensioni tra i due paesi dopo gli attentati di Mumbai. Yang ha offerto il suo paese come luogo per l’incontro.

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