Per l’India, aprte tutte le opzioni contro il terrorismo

L’India manterrà tutte le opzioni aperte per smantellare “organizzazioni terroristiche” dopo gli attacchi a Mumbai dello scorso novembre. Lo ha detto oggi il ministro indiano della difesa che, senza nominare esplicitamente il Pakistan, non ha nascosto la frustrazione crescente di fronte alla convinzione che il paese vicino non intenda indagare pienamente sugli attacchi. “Anche dopo il 26 novembre -data degli attacchi di Mumbai- non c’é alcun serio tentativo in atto per smantellare le reti terroristiche ed è questa la maggior preoccupazione”, ha detto A.K. Antony ai giornalisti a New Delhi. “Faremo di tutto per impedire tutto questo e a tale scopo stiamo esaminando tutte le possibili opzioni disponibili, ma non posso dire ora quali”, ha aggiunto. Il primo ministro indiano Manmohan Singh ha accusato ieri il Pakistan di “isteria da guerra”, dopo che lunedì l’India aveva consegnato al Pakistan i risultati delle indagini sugli attentati di Mumbai, dai quali emergerebbero coinvolgimenti “dell’establishment” pachistano. Ufficiali indiani hanno intanto oggi riferito che ci sono finora sette morti -tre soldati e quattro militanti- nella battaglia combattuta da una settimana tra soldati indiani e un piccolo gruppo di separatisti nascosti nella remota zona montagnosa del Poonch, nel Kashmir.

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