Il Pakistan ammette che i terroristi di Mumbai sono pachistani

Il governo del Pakistan ha ammesso oggi che è pachistano l’unico terrorista sopravvissuto degli attentati di Mumbai, Mohamed Ajmal Kasab, 21 anni, arrestato dopo gli attacchi e detenuto in India. E’ la prima volta che Islamabad conferma, anche se solo parzialmente, quanto gli indiani dicono dal primo momento: che i nove attentatori del 26-29 novembre erano tutti pachistani. “Siamo stati informati dalle autorità competenti che Ajmal Kasab è un cittadino pachistano” ha dichiarato un portavoce del ministero degli Esteri di Islamabad. Il giovane era stato arrestato il primo giorno degli attacchi, il 26, dopo aver compiuto una strage alla stazione ferroviaria. I suoi interrogatori sono uno degli elementi chiave dell’inchiesta indiana, insieme a intercettazioni telefoniche e dati gps. Il governo di New Delhi fin dal primo momento ha detto che gli attentatori erano pachistani e che gli attacchi erano stati preparati nel paese vicino. Islamabad ha sempre respinto le accuse, dicendo che Kasab era sconosciuto alle sue autorità. Il Pakistan tuttavia ha messo fuori legge l’organizzazione islamica Jamaat-ud-Dawa, braccio legale del gruppo terroristico Lashkar-e-Taiba, accusato da indiani, statunitensi e britannici degli attentati. I pachistani hanno anche arrestato decine di sospetti, fra i quali la presunta mente dell’attacco, Zakiur Rehman Lahwi. L’India quasi subito ha consegnato al Pakistan una lista di 40 sospettati da arrestare. Ma l’altro ieri, 5 gennaio, ha trasmesso a Islamabad i risultati delle indagini, una vera bomba politica. Secondo New Delhi, gli attentati sarebbero stati organizzati da Lashkar-e-Taiba con l’appoggio dei servizi segreti pachistani. “Ci sono prove sufficienti per dimostrare che gli attacchi di Mumbai, data la loro sofisticazione e precisione militare, hanno necessariamente ricevuto il sostegno di certe agenzie ufficiali del Pakistan”, ha dichiarato il premier indiano Manmohan Singh. Il governo di Islamabad subito ha respinto le accuse, ma oggi ha dovuto fare la prima ammissione. E non solo: oggi il premier pachistano Yousaf Raza Gilani ha licenziato il suo consigliere per la sicurezza nazionale, l’ex generale Mehmud Ali Durrani, fedelissimo dell’ex presidente Pervez Musharraf, accusandolo di “comportamento irresponsabile, per aver tradito la fiducia del primo ministro e di altri responsabili”.

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