Slum Dog vince otto Oscar, festa e polemica

Bollywood conquista Hollywood con la vittoria di otto statuette per Slum Dog Millionaire, il film che racconta la straordinaria vincita televisiva di un giovane delle baraccopoli di Mumbai. L’India e’ in festa per salutare la vittoria.
La stampa indiana punta soprattutto sul successo della parte indiana del film, il musicista AR Rahman (migliore colonna sonora e migliore canzone originale, Jai Ho, scritta insieme a Gulzar) e l’ingegnere del suono, Resul Pookutty vincitore (insieme a due colleghi stranieri) per il miglior suono. AR Rahman e’ diventato il primo indiano a vincere due Oscar. La notizia della vittoria ha fatto interrompere i telegiornali e le trasmissioni televisive con edizioni straordinarie che parlano dell’orgoglio dell’India, le stesse parole che ha usato il primo ministro Manmohan Singh per congratularsi con il cast.”Hanno fatto qualcosa di cui il Paese e’ fiero” ha detto il Premier indiano. ”Il risultato raggiunto e’ un tributo all’intera industria del cinema indiano”, ha poi aggiunto Manmohan Singh. Anche Sonia Gandhi ed altri politici hanno espresso il loro compiacimento e il ministro delle finanze sta pensando ad una esenzione delle tasse per il film e gli attori.
Tramite alcuni siti internet, come quello della televisione locale Ibnlive, attraverso un form si possono mandare dei regali al cast del film. Pur non essendo un film indiano, come uno dei suoi illustri predecessori, Passaggio In India (due Oscar nel 1985), Slum dog e’ riuscito a vincere un premio nell’olimpo del cinema, riportando lustro ad un cinema ghettizzato. All’Oscar in realta’ l’India c’era andata gia’ vicina nel 2002 con Lagaan, il film totalmente indiano del regista-attore-produttore Aamir Khan, ma la nomination avuta come miglior film straniero e le ottime critiche non servirono a portare a Delhi una statuetta. Nessun film indiano e’ entrato nella cinquina dei migliori film stranieri quest’anno. Eppure non tutti sono contenti. Se nelle baraccopoli dove vivono le famiglie dei baby attori si festeggia, in altre parti del Paese invece si protesta per le miserrime paghe date agli attori e per il loro sfruttamento, come pure per l’immagine che il film fornisce dei poveri indiani. Il regista inglese, Boyle, viene accusato di aver dato una immagine stereotipata dell’India, da colonizzatore, non rispondente alla realta’. E si protesta ancora per quel titolo, il cane della baraccopoli. Persino la vecchia guardia di Bollywood non è molto contenta: dopo aver snobbato gli oscar definendoli inutili, il piu’ grande attore di Bollywood, Amitabh Bachchan, sul suo blog ha criticato il film. Una critica, quella di Bachchan, in cui molti vedono l’invidia per il fatto che il film di suo figlio, Dili 6, non è stato accolto cosi’ favorevolmente dalla critica, nonostante sia stato presentato a New York. Amitab aveva infatti descritto Slum Dog Millionaire come un film che ”proietta l’India come un paese del terzo mondo e che provoca disgusto e dolore tra nazionalisti e patrioti”. Alla notizia della vittoria tuttavia la ”leggenda” Bachchan ha corretto il tiro, parlando di ”orgoglio per la nazione e di uno dei giorni piu’ felici per l’industria del cinema indiano”.
Ma agli Oscar l’India ha vinto anche con il miglior documentario. Ancora una regista straniera, ancora una immagine del paese diversa dall’India risplendente e artefice del miracolo economico di cui tanto si parla. L’India di una bambina discriminata per il suo labbro leporino, e’ infatti alla base del documentario Pinky, la cui vittoria e’ pero’ stata oscurata dal successo di Slum Dog.

11 commenti

Archiviato in Bollywood, Vita indiana

11 risposte a “Slum Dog vince otto Oscar, festa e polemica

  1. Alessandro

    Ma Amitab che ha detto quando nel film il bambino cerca l’autografo del più grande artista Indiano?
    Il film è una bella favola certo…. il manico è sempre il manico, la regia mi è piaciuta…..però “Trainspotting” è “Trainspotting”……
    Ho dato oggi il Film a l’unico Indiano nel mio ufficio di larghe vedute….ti farò sapere i suoi pareri su Renton, Spud e compani…

  2. Bachchan dice che il film ha proiettato l’India nel Terzo Mondo? Beh, mi pare un risultato notevole, visto che, vivendoci, e’ cristallino che l’India appartiene al Quarto Mondo!
    Mi fa riflettere molto, invece, che qui in India si dia tanto peso a questa vittoria, quando in realta’ in questo film, di indiano, c’e’ poco. E’ come se Spielberg venisse a girare un film a Napoli e vincesse qualche statuetta, e tutta la Campania dichiarasse un mese di festa regionale. E’ A-ME-RI-CA-NO il film, non e’ indiano.

    Dulcis in fundo, il fatto che qualcuno stia pensando ad un’esenzione dalla tasse per gli artisti indiani che hanno contribuito alla realizzazione.
    A riprova, qualora ce ne fosse bisogno, che nel cuore e nella testa di questa gente, contano solo i soldi.

  3. Volevo aggiungere che quando Bertolucci vinse 9 oscar (erano 9?) con l’Ultimo Imperatore, non mi pare che i cinesi si misero a sparare i trick-track. Eppure il film era girato in Cina, con attori cinesi e tutto il resto…

  4. Nello

    Cari amici, io non ho una grande opinione del film che mi pare una cosa stereotipata, un film che fa vedere quello che la gente vuole vedere, tra l’altro con situazioni che non stanno nè in cielo nè in terra non soltanto in India, ma che offendono l’intelligenza umana. Una cosa per tutte. Tutti conosciamo la trasmissione televisiva. Mo mettetevi voi dalla parte del conduttore. Vi capita di avere un ragazzo come il protagonista del film, povero, buono, innamorato, eroe positivo che viene supportato da tutto il paese. Voi che fareste? Ve lo terreste buono, perchè grazie a lui l’audience del vostro programma va alle stelle. Ed invece nel film lui che fa? Lo denuncia. Ma vaffanculo, che razza di imbecille è? E poi, ribadisco, si è festeggiato la vittoria indiana, cioè i tre oscar ai due indiani, non l’0scar al film che invece continua ad essere contestato. Avete letto poi che cambieranno il doppiaggio? toglieranno la parte della madre di lui che viene ammazzata dai musulmana. Morirà per colpa degli hindu.

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